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Discussione: La psicologia
  1. #1
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    La psicologia

    Discussione dedicata agli aspetti psicologici nella partita di Risiko. Mi piacerebbe che superlukeprof intervenisse, essendo lui un grande esperto.

    Il Risiko e' un gioco a piu’ di 2 giocatori (multigiocatore), e si presta naturalmente alle alleanze e ai tradimenti.
    Si badi a non confondere l’interpretazione del gioco sulla base psicologica personale dei giocatori coinvolti, e sulla conoscenza personale che abbiamo di loro, con una sorta di “etica del Risiko”. Le due cose non hanno alcuna attinenza. La psicologia fa parte del gioco, l’etica no.
    Detto questo, e’ difficile approfondire la psicologia nel gioco del Risiko. Questo perche’ essa e’, tra i vari argomenti che riguardano la tattica, la piu’ mutevole e incoerente, e difficilmente si presta ad un’ analisi che valga per piu’ di una settimana e per piu’ di un giocatore.
    Quello che volevo ribadire, e insisto ancora su questo punto importante, e’ che quando la psicologia diventa una “moda”, cioe’ un comportamento standardizzato di massa, quando cioe’ viene definita “etica”, allora si e’ compiuto un passo di troppo, sconfinando nell’errore che distrugge le belle partite di Risiko e crea quelle brutte.
    Per psicologia nel Risiko si intende lo studio INDIVIDUALE di ciascun avversario durante la partita, allo scopo di prevenire e contrastare le mosse che potrebbe fare per arrecarci danno.

    A solo titolo esemplificativo, espongo il “caso” di una tipologia di giocatore.

    a) Lo “spaccatutto”. E’ il tipico giocatore “alle prime armi”, o un accanito “lanciatore di dadi”. Qualunque sia la ragione (inesperienza oppure scarse conoscenze tattiche), questo giocatore attacchera’ probabilmente sin dal primo turno, e continuera’ nei successivi, senza considerare che ha un esiguo numero di carri ed anche due soli carri che difendono un territorio possono infliggere pericolose perdite all’attaccante.

    Per contrastare tale giocatore spesso e’ sufficiente piazzare con attenzione, coprendosi bene. E’ bene, se possibile, coprire maggiormente i territori che confinano con i suoi, in modo da far ricadere la sua attenzione sui territori degli altri nostri avversari, perche’ comunque tendera’ (a meno che non voglia proprio giocare soltanto a dadi) ad attaccare i territori con meno carri a difesa. Continuiamo cosi’ anche se dovesse raggiungere il primo tris. Valutiamo se sia il caso di approfittare, nell’attesa, delle occasioni che lui stesso ci fornira’, per fare carta su territori difesi da un solo carro. Se abbiamo piazzato bene avremo dei carri in piu’ vicino ai territori dello “spaccatutto”, che ci serviranno per ottenere facili carte. Desistiamo dalla tentazione di difendere il territorio conquistato. Salvo eccezioni, non avremo i carri sufficienti per farlo (perche’ dobbiamo anche resistere allo “spaccatutto”). La cosa migliore sarebbe di fare in modo di lasciare il territorio (lasciandoci sopra soltanto la guarnigione minima) a uno degli avversari (che non sia lo “spaccatutto”).

    In effetti la soluzione migliore per contrastare uno “spaccatutto” e’ aprire immediatamente carta agli altri due avversari. Questo perche’ anche uno “spaccatutto”, aiutato da qualche lancio di dadi fortunato puo’ costituire una minaccia, soprattutto ad inizio partita, quando un immeritato tris puo’ causare ingenti perdite al limitato numero di armate in gioco. E’ bene “isolare” subito questo tipo di giocatore, che altrimenti puo’ diventare una “mina vagante” per il resto della partita, il cui esito diventa quindi ancora piu’ imprevedibile di quanto lo sia normalmente.

    Se gli altri 2 giocatori non accettano di fare carta (portando la partita su un “binario” di difficile gestione e compiendo un madornale errore tattico, a meno che questo rifiuto di fare carta non gli porti le “simpatie” dello “spaccatutto”) la situazione puo’ diventare molto pericolosa. Se siamo quasi sicuri che nessuno degli altri 2 voglia fare carta, e’ bene non aprirla, oppure lasciare 2 carri “ad arte” facendo di fatto carta, ma senza che “qualcuno se ne accorga”. E’ ovvio che se bisogna ricorrere a simili espedienti siamo in presenza di giocatori inesperti e la partita sara’ molto dura da affrontare; probabilmente la vittoria sara’ assegnata al piu’ fortunato. Potremo forse limitare i danni giocando tatticamente molto bene, ma sara’ improbabile ottenere un buon risultato.
    In una partita di questo tipo infatti, dominata quasi totalmente dalla “casualita’”, la percentuale di successo si avvicina al 25% (giocando in 4), che e’ la percentuale di vittorie di un giocatore mediocre.
    In ogni caso, se gli altri 2 “non sanno giocare” dovremo pensare a fare tutto da soli, per quanto possibile (sempre che gli altri non comincino a prenderci di mira per il nostro “strano” modo di giocare; infatti per chi gioca a dadi e’ difficile comprendere le mosse tattiche di un bravo giocatore di Risiko). Se abbiamo una discreta certezza di avere a che fare con 3 giocatori inesperti (e che nessuno fara’ carta con noi) dobbiamo subito fare una scelta: “piazzare” o “attaccare”. In una tal situazione la scelta di piazzare e stare “coperti”, che e’ teoricamente e tatticamente la migliore (a priori), puo’ dare scarsi risultati in presenza di fortuna dello “spaccatutto” e di una partita molto dinamica in cui tutti ottengono carte, non soltanto uno. In questa potenziale situazione puo’ essere opportuno “buttarsi nella mischia”, e giocare “al livello” degli altri, cercando di sprecare meno carri comunque. In questo modo otterremo presumibilmente un tris all’incirca nello stesso momento degli altri. Quando il numero di carri sara’ un po’ piu’ alto, potremo giocare in modo piu’ saggio.
    Una cosa che porta quasi sempre alla sconfitta, e’ il giocare in modo “ibrido” i primi 3 turni. Se per esempio passiamo un turno o due a riflettere (piazzando soltanto), e poi cominciamo ad attaccare per conquistare carte, ci ritroviamo ad ottenere il primo tris in ritardo di uno o due turni (mediamente) rispetto agli altri; questo significa che quando loro cambieranno i tris noi non avremo la possibilita’ di coprirci e/o di contrastarli, e i loro attacchi si concentreranno su di noi, perche’ saremo noi ad avere il minor numero di carri sui territori. Quindi se abbiamo saltato uno o due turni nel fare carta, e’ bene continuare a piazzare, iniziando eventualmente a fare carta dopo che sara’ passato il primo “ciclo” di tris, cercando di non subire troppi danni nel frattempo.
    Piu’ avanti, nella partita, se riusciremo a prendere un piccolo vantaggio, sara’ bene avere sempre un tris di riserva, e cambiare un tris solamente quando ne abbiamo anche un altro. In questo modo, se ci sara’ una “emergenza”, che e’ piuttosto probabile con giocatori inesperti, avremo immediatamente a disposizione un tris per contrastare il problema.
    Giudicare preclude la possibilità di conoscere.
    "La mia libertà finisce dove comincia la vostra." - Martin Luther King

    Non abbandonerò alcuna partita, per alcun motivo, nemmeno subito dopo lo start. Questa comunicazione è da considerarsi sostitutiva di una analoga comunicazione pre-partita.

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    Quando diamo un giudizio assoluto (non limitato ad un fatto) su una persona, stiamo in realtà esprimendo il giudizio che abbiamo di noi stessi.
  2. #2
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    I "tempi psicologici"

    In genere ogni turno si individua il giocatore piu' forte (ad inizio partita ed almeno fino a meta' chi mette piu' carri di rinforzo) e lo si attacca.
    Attaccare un giocatore debole invece del piu' forte e' "politicamente scorretto".
    Per "ingraziarci" gli altri giocatori, e per non farci "odiare" troppo da chi attacchiamo, e' buona norma prenderci un territorio che ci interessa solamente quando il giocatore che lo possiede e' in vantaggio.
    In questo modo l'attacco appare come opera “umanitaria” per tutti, e potremmo pure ricevere in cambio, successivamente, dei vantaggi (oltre a quello che abbiamo gia' avuto di prenderci un territorio che ci interessa).
    A volte puo' pure convenire far andare in vantaggio un giocatore, senza farsene accorgere. Gli diamo un territorio poco importante e ce ne prendiamo uno importante.
    Tra l'altro cedere un territorio che non ci interessa e’ buona norma, se siamo noi in vantaggio o se dobbiamo spostarci, per non far concentrare gli attacchi su di noi, rischiando di perdere territori che ci interessano. Il concetto e' di "trasferirsi". Si lascia un territorio che non ci interessa in qualunque punto della mappa, e se ne prende uno che ci interessa in un qualunque punto della mappa.
    Questo almeno fino a meta', tre quarti di partita, in generale. Verso la fine si possono cominciare a fare conquiste che ci portino in deciso e visibile vantaggio. Agli altri oggettivamente comincia a convenire meno contrastarci, perche' e preferibile anche per loro cercare di aumentare il vantaggio. Cosi' non e' insolito che due giocatori prendano il largo verso la fine, indebolendo gli altri due.
  3. #3
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    Quando giocare il tris

    Se dovete difendervi perche' siete a rischio di attacco va giocato subito, per coprirvi bene, soprattutto sui territori che vi interessano.
    Se siete ben coperti va giocato per una convenienza, conquistare un continente, una nicchia, un territorio importante (a volte anche non moto importante).
    Se questa conquista non e' possibile conviene aspettare. Lasciate che gli altri giochino i loro tris.
    Alla fine saprete quello che hanno fatto o stanno facendo e avrete una nuova situazione della mappa. A quel punto decidete se intervenire, se vedete opportunita' di gioco.
    Altrimenti, se siete in vantaggio e il tris non vi occorre, potete anche aspettare ancora e tenerlo come garanzia.
    Una volta ho avuto un tris alla terza carta, non l'ho giocato, dopo un po' ho avuto quattro carte, non l'ho giocato.
    Poi ho avuto anche cinque carte, tutti sapevano a quel punto che avevo il tris, ma non l'ho giocato.
    Ho vinto la partita senza necessita' di giocare un tris.
    In generale il tris va giocato nell'ultimo turno prima che la partita possa finire, cioe' quando finite il tempo personale, o e' l'ultimo turno prima della sbadata.
    Ma se siete vincenti e ben coperti potete anche tenerlo, rischiando di sprecarlo, per contrastare eventuali problemi. A volte i finali sono molto piu' lunghi del previsto.

    Tenete anche presente che ci puo' essere qualche giocatore che non gradisce che voi teniate un tris (e se avete 5 carte e' sicuro che lo avete), soprattutto se c'e' da contrastare un avversario forte, con la partita che non ha ancora superato la meta'. In questi casi quasi sempre conviene giocare il tris dopo 5 carte. Naturalmente anche se lo avete prima. "Ufficialmente" voi avete sempre il tris alla quinta carta ( che sfortuna :) ).
  4. #4
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    Re: La psicologia

    Quote paperinikredstar ha scritto:
    Discussione dedicata agli aspetti psicologici nella partita di Risiko. Mi piacerebbe che superlukeprof intervenisse, essendo lui un grande esperto.

    Il Risiko e' un gioco a piu’ di 2 giocatori (multigiocatore), e si presta naturalmente alle alleanze e ai tradimenti.
    Si badi a non confondere l’interpretazione del gioco sulla base psicologica personale dei giocatori coinvolti, e sulla conoscenza personale che abbiamo di loro, con una sorta di “etica del Risiko”. Le due cose non hanno alcuna attinenza. La psicologia fa parte del gioco, l’etica no.
    Detto questo, e’ difficile approfondire la psicologia nel gioco del Risiko. Questo perche’ essa e’, tra i vari argomenti che riguardano la tattica, la piu’ mutevole e incoerente, e difficilmente si presta ad un’ analisi che valga per piu’ di una settimana e per piu’ di un giocatore.
    Quello che volevo ribadire, e insisto ancora su questo punto importante, e’ che quando la psicologia diventa una “moda”, cioe’ un comportamento standardizzato di massa, quando cioe’ viene definita “etica”, allora si e’ compiuto un passo di troppo, sconfinando nell’errore che distrugge le belle partite di Risiko e crea quelle brutte.
    Per psicologia nel Risiko si intende lo studio INDIVIDUALE di ciascun avversario durante la partita, allo scopo di prevenire e contrastare le mosse che potrebbe fare per arrecarci danno.

    A solo titolo esemplificativo, espongo il “caso” di una tipologia di giocatore.

    a) Lo “spaccatutto”. E’ il tipico giocatore “alle prime armi”, o un accanito “lanciatore di dadi”. Qualunque sia la ragione (inesperienza oppure scarse conoscenze tattiche), questo giocatore attacchera’ probabilmente sin dal primo turno, e continuera’ nei successivi, senza considerare che ha un esiguo numero di carri ed anche due soli carri che difendono un territorio possono infliggere pericolose perdite all’attaccante.

    Per contrastare tale giocatore spesso e’ sufficiente piazzare con attenzione, coprendosi bene. E’ bene, se possibile, coprire maggiormente i territori che confinano con i suoi, in modo da far ricadere la sua attenzione sui territori degli altri nostri avversari, perche’ comunque tendera’ (a meno che non voglia proprio giocare soltanto a dadi) ad attaccare i territori con meno carri a difesa. Continuiamo cosi’ anche se dovesse raggiungere il primo tris. Valutiamo se sia il caos di approfittare, nell’attesa, delle occasioni che lui stesso ci fornira’, per fare carta su territori difesi da un solo carro. Se abbiamo piazzato bene avremo dei carri in piu’ vicino ai territori dello “spaccatutto”, che ci serviranno per ottenere facili carte. Desistiamo dalla tentazione di difendere il territorio conquistato. Salvo eccezioni, non avremo i carri sufficienti per farlo (perche’ dobbiamo anche resistere allo “spaccatutto”). La cosa migliore sarebbe di fare in modo di lasciare il territorio (lasciandoci sopra soltanto la guarnigione minima) a uno degli avversari (che non sia lo “spaccatutto”).

    In effetti la soluzione migliore per contrastare uno “spaccatutto” e’ aprire immediatamente carta agli altri due avversari. Questo perche’ anche uno “spaccatutto”, aiutato da qualche lancio di dadi fortunato puo’ costituire una minaccia, soprattutto ad inizio partita, quando un immeritato tris puo’ causare ingenti perdite al limitato numero di armate in gioco. E’ bene “isolare” subito questo tipo di giocatore, che altrimenti puo’ diventare una “mina vagante” per il resto della partita, il cui esito diventa quindi ancora piu’ imprevedibile di quanto lo sia normalmente.

    Se gli altri 2 giocatori non accettano di fare carta (portando la partita su un “binario” di difficile gestione e compiendo un madornale errore tattico, a meno che questo rifiuto di fare carta non gli porti le “simpatie” dello “spaccatutto”) la situazione puo’ diventare molto pericolosa. Se siamo quasi sicuri che nessuno degli altri 2 voglia fare carta, e’ bene non aprirla, oppure lasciare 2 carri “ad arte” facendo di fatto carta, ma senza che “qualcuno se ne accorga”. E’ ovvio che se bisogna ricorrere a simili espedienti siamo in presenza di giocatori inesperti e la partita sara’ molto dura da affrontare; probabilmente la vittoria sara’ assegnata al piu’ fortunato. Potremo forse limitare i danni giocando tatticamente molto bene, ma sara’ improbabile ottenere un buon risultato.
    In una partita di questo tipo infatti, dominata quasi totalmente dalla “casualita’”, la percentuale di successo si avvicina al 25% (giocando in 4), che e’ la percentuale di vittorie di un giocatore mediocre.
    In ogni caso, se gli altri 2 “non sanno giocare” dovremo pensare a fare tutto da soli, per quanto possibile (sempre che gli altri non comincino a prenderci di mira per il nostro “strano” modo di giocare; infatti per chi gioca a dadi e’ difficile comprendere le mosse tattiche di un bravo giocatore di Risiko). Se abbiamo una discreta certezza di avere a che fare con 3 giocatori inesperti (e che nessuno fara’ carta con noi) dobbiamo subito fare una scelta: “piazzare” o “attaccare”. In una tal situazione la scelta di piazzare e stare “coperti”, che e’ teoricamente e tatticamente la migliore (a priori), puo’ dare scarsi risultati in presenza di fortuna dello “spaccatutto” e di una partita molto dinamica in cui tutti ottengono carte, non soltanto uno. In questa potenziale situazione puo’ essere opportuno “buttarsi nella mischia”, e giocare “al livello” degli altri, cercando di sprecare meno carri comunque. In questo modo otterremo presumibilmente un tris all’incirca nello stesso momento degli altri. Quando il numero di carri sara’ un po’ piu’ alto, potremo giocare in modo piu’ saggio.
    Una cosa che porta quasi sempre alla sconfitta, e’ il giocare in modo “ibrido” i primi 3 turni. Se per esempio passiamo un turno o due a riflettere (piazzando soltanto), e poi cominciamo ad attaccare per conquistare carte, ci ritroviamo ad ottenere il primo tris in ritardo di uno o due turni (mediamente) rispetto agli altri; questo significa che quando loro cambieranno i tris noi non avremo la possibilita’ di coprirci e/o di contrastarli, e i loro attacchi si concentreranno su di noi, perche’ saremo noi ad avere il minor numero di carri sui territori. Quindi se abbiamo saltato uno o due turni nel fare carta, e’ bene continuare a piazzare, iniziando eventualmente a fare carta dopo che sara’ passato il primo “ciclo” di tris, cercando di non subire troppi danni nel frattempo.
    Piu’ avanti, nella partita, se riusciremo a prendere un piccolo vantaggio, sara’ bene avere sempre un tris di riserva, e cambiare un tris solamente quando ne abbiamo anche un altro. In questo modo, se ci sara’ una “emergenza”, che e’ piuttosto probabile con giocatori inesperti, avremo immediatamente a disposizione un tris per contrastare il problema.

    beh ecco ,queste sono cose interessanti,al contrario delle discussioni sterili su parole dette o meno in chat
    Topic del genere non possono che aiutare ad elevare il livello di gioco di tutti i nuovi ed inesperti(e lo penso sul serio non è ironia la mia).Personalmente tutto cio che hai detto lo avevo gia pensato e mi comporto proprio come hai sottolineato per gestire lo "spaccatutto"del momento.Ovviamente il fatto che vada bene o meno dipende da tante variabili,molte delle quali tu hai elencato(fortuna,accordo con gli altri 2,etc.)
    In assoluto ,la cosa piu deleteria che si possa fare è parlare lamentandosi con lo "spaccatutto" o attaccare solo lui per ritorsione.Stae certi che vi rovinera' la partita avendolo sempre e solo contro fino al sacrificio finale
    Marc Marquez è una ME.RD.A
  5. #5
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    Re: La psicologia

    Ciao paper, è molto interessante ciò che scrivi, ho deciso di leggere il tuo manuale per curiosità, è da poco che gioco in digital anche se da tanto che gioco a risiko su tavolo, e non mi dispiacciono consigli utili. Soprattutto mi piace la differenza che fai tra psicologia ed etica, sono pienamente d'accordo. Ti saluto e complimenti, roxy75. : :
  6. #6
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    Re: La psicologia

    Quote roxy75 ha scritto:
    Ciao paper, è molto interessante ciò che scrivi, ho deciso di leggere il tuo manuale per curiosità, è da poco che gioco in digital anche se da tanto che gioco a risiko su tavolo, e non mi dispiacciono consigli utili. Soprattutto mi piace la differenza che fai tra psicologia ed etica, sono pienamente d'accordo. Ti saluto e complimenti, roxy75. : :
    Ti ringrazio. Mi fa piacere se leggi il mio manuale. Pero' tieni presente che e' vecchiotto, e' stato scritto ai tempi di rd1, alcune cose sono cambiate. Lo sto aggiornando e anche leggermente rivisitando e ampliando. Forse e' la volta buona che ne publbico una nuova versione :) Ma non so quando.

    Ciao


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  7. #7
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    Re: La psicologia

    non capisco perchè parlate di digital nella sezione dedicata al risiko live


    mi illuminate??


  8. #8
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    Re: La psicologia

    Quote TREXXX ha scritto:
    non capisco perchè parlate di digital nella sezione dedicata al risiko live


    mi illuminate??


    Pronti. I concetti fondamentali del Risiko valgono per tutte le versioni, sia live che in rete. Tra l'altro il mio manuale, che effettivamente e' un po' off topics in questa discussione, e' stato scritto in particolare per il risiko online, anche se va benissimo anche per quello live. Per quanto riguarda l'online c'e' in piu' la gestione del tempo.
    In ogni caso non ho scelto io di inserire questa sezione nel risiko live :)


    Redstar
  9. #9
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    Re: La psicologia

    Quote paperinikredstar ha scritto:
    Pronti. I concetti fondamentali del Risiko valgono per tutte le versioni, sia live che in rete.
    su questa frase mi trovi totalmente in disaccordo,ma ognuno è libero di pensarla come vuole,per me l'unica cosa uguale che hanno le due versioni sono tabellone,carretti e obiettivi,poi si sviluppano in maniera totalmente opposta







    In ogni caso non ho scelto io di inserire questa sezione nel risiko live :)


    Redstar
    grazie per la risposta
  10. #10
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    Re: La psicologia

    Quote TREXXX ha scritto:
    su questa frase mi trovi totalmente in disaccordo,ma ognuno è libero di pensarla come vuole,per me l'unica cosa uguale che hanno le due versioni sono tabellone,carretti e obiettivi,poi si sviluppano in maniera totalmente opposta
    Carina questa affermazione :) Carina ed incomprensibile. Come dici tu in comune c'e' il tabellone, e io aggiungerei la mappa, che e' qualcosa di piu' di un tabellone. Tutti i concetti validi per la mappa disegnata su cartoncino valgono anche per la mappa disegnata da pixels su schermo.

    Gli obiettivi, come dici tu, sono gli stessi. I carri no, ma la loro versione virtuale e' equivalente a quella reale. Inoltre esiste un regolamento di gioco che e' estremamente simile, con pochissime differenze. Ovviamente, perche' si tratta dello stesso gioco.

    Mi pare quindi molto improbabile che le partite live ed online si sviluppino addirittura in maniera opposta. Diversa si. Ma io direi simile, e non certamente opposta.

    Cio' che puo' produrre una differenza sensibile di gioco e' casomai la presenza di giocatori di altri clubs, o di giocatori che giocano esclusivamente online. Ma tale differenza si produrrebbe anche in una partita live con gli stessi giocatori.

    Ciao


    Redstar

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