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Discussione: Monografia: il gioco della carta
  1. #31
     Caporale
     
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    Re: Monografia: il gioco della carta

    Se posso intromettermi...è brutto fare CARTINA, anche se il regolamento lo ammette...

    ...Ho visto partite in cui si fa cartina per 10-12 giri di fila e si girano tipo tre tris insieme...

    ...e poi vince uno di quelli che ha fatto cartina...

    ...Per esempio Domenica sera al mio Club (Salerno) ho giocato in un tavolo a 5 persone. Io ero a 12 territori, la persona A a 8, la B a 9, la C a a 7 e la D a 6.

    La persona A ha aperto cartina in SIBERIA con B che aveva gli URALI e la C che aveva la CITA.

    Arriva il turno della B attacca 12 contro 2 (2-0) entra con 6 prende la carta e passa il turno. Si scatena la contestazione dell'A che gliene dice di tutti i colori e si scaglia con le sue poche armate contro il B al quale regala altri 3 territori facendolo arrivare a 12 con un tris che forse non avrebbe mai fatto.


    Per la cronaca B vince all'ultimo turno su di me togliendomi l'UCRAINA!

    Vi sembra giusto?

    Secondo voi B ha sbagliato ad entrare con 6 oppure era uno dei rischi di aprire CARTINA?

    Armiamoci e PARTITE!!!
    guiscardo non è in linea
  2. #32
     Serg. Magg.
     
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    Re: Monografia: il gioco della carta

    Quando si apre carta con un avversario bisogna mettere in conto che l'avversario potrebbe non solo rifiutare il territorio ma anche occuparlo e difenderlo bene. E' uno dei rischi del gioco della carta; questo per tornare al discoro che non sempre è facile scegliere momento modo e persona a cui offrire cartina. Che poi ci si scagli contro qualcuno rifiutando di giocare la propria partita è una cosa che non mi è mai piaciuta.
    C’è chi, non riuscendo per incapacità a raggiungere il suo intento, ne dà la colpa alle circostanze e si consola raccontando a se stesso che tanto non ne vale la pena.
    go johnny non è in linea
  3. #33
     Maresciallo
     
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    Re: Monografia: il gioco della carta

    Quote go johnny ha scritto:
    Quando si apre carta con un avversario bisogna mettere in conto che l'avversario potrebbe non solo rifiutare il territorio ma anche occuparlo e difenderlo bene. E' uno dei rischi del gioco della carta; questo per tornare al discoro che non sempre è facile scegliere momento modo e persona a cui offrire cartina. Che poi ci si scagli contro qualcuno rifiutando di giocare la propria partita è una cosa che non mi è mai piaciuta.
    chiedi a Bota ti risponderà diversamente il gobbaccio



    Se ogni tanto ti senti piccolo, inutile, offeso e depresso,
    ricorda sempre che una volta sei stato il piu' veloce e vittorioso spermatozoo del tuo gruppo

    'cchiù Pilo...netto per tutti
    Asterix non è in linea
  4. #34
     Serg. Magg.
     
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    Re: Monografia: il gioco della carta

    Asterix la tua firma è qualcosa di eccezionale.... devo essere stato proprio un grande.... ogni tanto ci penso...
    go johnny non è in linea
  5. #35
     Maresciallo
     
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    Re: Monografia: il gioco della carta

    Quote go johnny ha scritto:
    Asterix la tua firma è qualcosa di eccezionale.... devo essere stato proprio un grande.... ogni tanto ci penso...
    ???, che hai fatto tu, mica apparteneva a te la grande traversata
    Asterix non è in linea
  6. #36
     Serg. Magg.
     
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    Re: Monografia: il gioco della carta

    e che ne so,ma la cosa mi rallegra...
    go johnny non è in linea
  7. #37
     Maresciallo
     
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    Re: Monografia: il gioco della carta

    Quote go johnny ha scritto:
    e che ne so,ma la cosa mi rallegra...
    oki me la son cercata
    Asterix non è in linea
  8. #38
     Colonnello
     
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    La partita moderna

    In questo messaggio, dopo la premessa, cerchero’ di condensare una sintesi dei concetti generali della moderna partita di Risiko.





    Premessa



    La ragione profonda dell'utilizzo del gioco della carta risiede nel fatto che esso e' la sintesi finale, a cui arriverebbe qualunque comunita' evoluta di Risiko, di 3 regole:



    - la conquista di un territorio da' diritto ad una carta che poi fornisce armate (fondamentali per il gioco) con i tris



    - il Risiko e' un gioco multigiocatore (meglio quindi rapportarsi morbidamente con gli avversari, altrimenti se ne hanno 3 che ci giocano sempre contro)



    - il difensore si difende con il massimo dei dadi e a parita' di punteggio vince (rendendo quindi molto onerosi gli attacchi a territori protetti da piu' di 2 carri)



    La cartina, anche con il presidio minimo a 2 carri, rimane la soluzione piu' economica per rifornirsi di armate. Essa e' utilizzatissima anche nel Risk.



    La carta e' prevista dal regolamento. E la cartina e’ implicitamente compresa nel regolamento del gioco del Risk, sin da quando fu inventato, e prima o poi sarebbe emersa come l'applicazione migliore anche (e anzi a maggior ragione) nel Risiko delle regole poc'anzi citate.



    Il punto di arrivo finale nell'applicazione di quelle regole e': ottengo carta nel modo che costa di meno, e il modo che costa di meno e' farla "insieme" ad un mio avversario.



    Credo che nessuno sappia con certezza quale fosse lo spirito del gioco pensato dall'autore sulla questione specifica, ma una cosa e' invece certa: il gioco della carta era gia' implicitamente previsto nel regolamento, e prima o poi uno studio approfondito del gioco del ® e del Risiko lo avrebbe fatto emergere come l'applicazione migliore del regolamento.



    Peraltro si fa cartina anche senza saperlo. Ogni volta che ci siamo spostati sulla mappa non facendo cartina, abbiamo fatto cartina.

    Se io sono a 11 territori e conquisto un territorio in obiettivo attaccando da un territorio fuori obiettivo ho quasi sempre l'interesse a lasciare il territorio di partenza, che do' "in pasto" agli altri per evitare di essere attaccato dove mi interessa difendere.

    Quei due carri che lascio sono cartina, perche' in una conquista "classica" dovrei invece proteggere anche il territorio di partenza.

    Invece decido di sacrificare il territorio di partenza perche' questo mi consente di coprire il territorio conquistato anche con poche armate, sia perche' ne recupero non lasciandone sul territorio di partenza, sia perche' ho fornito un altro obiettivo per depistare gli attacchi avversari rispetto al territorio che invece mi interessa tenere.

    Questa io la chiamo "arte senz'arte" del gioco della carta. E' un bellissimo modo di giocare, che e' lo stesso di quando abbiamo conosciuto il gioco del Risiko, ma con alcune modifiche e differenze.



    La differenza principale e' che quando abbiamo conosciuto il gioco facevamo "cartina" senza saperlo. Attaccare un territorio avversario senza avere le armate sufficienti per difendere entrambi e' a tutti gli effetti cartina, perche' non si conquista un territorio, se ne prende uno e se ne cede un altro, quindi territori pari ma carta fatta. Adesso facciamo cartina sapendolo. La differenza tra fare cartina con il territorio cuscinetto o spostandosi e' solamente psicologica, soprattutto in relazione a quello che pensano gli avversari sul gioco della cartina, o credono di pensare (perche' non hanno riflettuto sul fatto che fanno cartina da quando conoscono il Risiko). Ovviamente la "cartina esplicita" in situazione di equilibrio paga solamente se gli altri sono psicologicamente favorevoli, altrimenti non paga quasi mai. In questo ultimo caso e' meglio giocare "classici". Questo post riguarda il punto di arrivo di un giocatore, il cui punto di vista sul gioco e’ evoluto, smaliziato, libero da “regole non scritte”, e la partita che si svolge tra quattro giocatori con queste caratteristiche (che’ e’ lo stesso “tipo” di partita che ho cercato di illustrare in tutta questa sezione del forum).





    Essere moderni



    Conquista, occupazione e spostamento fanno parte di un “sistema” libero di gioco che non e’ un sistema formale, perche’ non ha ne’ prerequisiti, ne’ schemi fissi, ma fa della liberta’ e della profondita’ le fondamenta del suo esistere in modo non formale.



    1) Spostamento. Lascio due carri su un territorio. Posso anche non sapere che cosa farci. Se un mio avversario fa cartina, potra’ essere stato l’apertura del gioco della carta (che potrei anche chiudere subito, avendo quindi giocato una “trappola”). Se un mio avversario conquistera’ e difendera’ posso trattare il mio spostamento come una trappola e riattaccare il territorio. Posso decidere come comportarmi anche a seconda del modo in cui il mio avversario eventualmente accettera’ cartina, aprendola anche ad un altro giocatore ad esempio, o chiudendola ad un altro giocatore ad esempio.



    2) Attacco. Posso attaccare un territorio e conquistarlo, per poi rendermi conto che ho poche armate per difendere sia il territorio conquistato che quello da cui e’ partito l’attacco. Decido di lasciare solamente due carri sul territorio che mi interessa di meno. E’ uno spostamento se il mio avversario conquista il territorio da 2 carri e lo difende, e puo’ essere l’inizio di una cartina se l’avversario conquista il territorio e poi lascia due carri, puo’ essere anche una mia trappola (voluta prima o dopo, non importa): se ho armate sufficienti riattacco il territorio su cui il mio avversario vuole fare cartina e ottengo due carte invece di una (l’attacco precedente e questo), e il mio avversario soltanto una.



    Attacco e spostamento possono essere la stessa cosa e entrambi possono essere molte cose diverse.



    Uno spostamento puo’ essere una trappola, oppure un’apertura reale di cartina, oppure uno spostamento e basta.



    Un attacco puo’ essere una conquista, un’apertura di carta, una trappola, uno spostamento.



    Spesso, intelligentemente, non sappiamo cosa fare di una mossa. Attendiamo di vedere cosa faranno gli avversari e come lo faranno, per decidere come continuare una tattica. Possiamo cambiare direzione tutte le volte che vogliamo. Nella valutazione conta anche se nell’ultima carta entrata e’ arrivato un tris, e se gli avversari hanno cambiato un tris oppure no, e come lo hanno eventualmente giocato.



    Se apriamo cartina e nessuno accetta non ci sono “protocolli” da seguire. Possiamo richiudere subito o lasciare aperto. L’avversario o gli avversari potrebbero convincersi dopo a fare cartina. Intanto piazziamo sul territorio di appoggio, per ogni evenienza, ottenendo anche altre possibilita’ di gioco su altri territori perche’ abbiamo concentrato molte armate nello spostamento di apertura della cartina, che quindi magari potrebbe diventare uno spostamento, considerando anche che normalmente il territorio cuscinetto che lasciamo non e’ nel nostro obiettivo. In talune circostanze il territorio potrebbe anche essere nel nostro obiettivo, ma non abbiamo avuto scelte di gioco migliori. Dopo qualche turno un nostro avversario potrebbe pure prenderlo pensando magari che non ci interessi e che abbiamo fatto uno spostamento, e noi invece possiamo riprenderlo se abbiamo armate sufficienti, andando quindi a giocare una trappola.



    Il concetto piu’ importante, che e’ l’emblema della tattica, e’ che possiamo partire con una idea di massima, non definitiva, e completarla (anche piu’ volte) o radicalmente mutarla (anche piu’ volte) successivamente.





    Lo spirito del gioco



    Riguardo allo spirito del gioco, puo' pure darsi che fare cartina troppo a lungo sia, almeno per la comunita', contrario allo spirito del gioco, ma non e' strano e nemmeno insolito che in una "guerra" si vinca andando contro le idee comuni. Anzi, forse e' normale. Cosi' come e' normale vincere seguendo le idee comuni, perche' si ha l'appoggio delle "regole non scritte" e la simpatia degli altri giocatori.



    La differenza che noi giocatori evoluti dovremmo avere, rispetto a chi ha regole non scritte, e' che noi le regole non scritte le seguiamo quando pensiamo ci convenga, e le infrangiamo quando pensiamo non ci convenga (piu’) seguirle. Chi le ha (le regole non scritte) e' "costretto" a rispettarle sempre.



    Lo spirito del gioco e’ vincere, non seguire “protocolli d’intesa”.



    Le “regole non scritte” sono create dai giocatori esperti per controllare gli inesperti. Finche’ le subiamo siamo giocatori inesperti, quando le dominiamo siamo giocatori esperti.


    Redstar
    Giudicare preclude la possibilità di conoscere.
    "La mia libertà finisce dove comincia la vostra." - Martin Luther King

    Non abbandonerò alcuna partita, per alcun motivo, nemmeno subito dopo lo start. Questa comunicazione è da considerarsi sostitutiva di una analoga comunicazione pre-partita.

    egcommunity.it
    Quando diamo un giudizio assoluto (non limitato ad un fatto) su una persona, stiamo in realtà esprimendo il giudizio che abbiamo di noi stessi.
    paperinikredstar non è in linea

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