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Discussione: Pannolini.....
  1. #1
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    Pannolini.....

    Me l'hanno mandata per mail... leggetela... sono morta dalle risate!!!!



    Cose che accadono quando si cambia un pannolino
    Il pannolino può essere cambiato per tre ragioni:

    perché lo dice la mamma;
    perché lo dice la suocera;
    perché il bimbo ha cagato.

    Naturalmente il gesto perde, nei primi due casi, gran parte della sua drammaticità.
    Il vero, autentico, cambio di pannolino prevede la presenza della *****. Di solito accade così: La mamma prende in braccio il bambino, lo annusa un po’ e dice, con voce gaia e piuttosto cretina: ‘E qui cosa abbiamo fatto, eh? Sento un certo odorino: cosa ha fatto l’angioletto?‘. Poi la mamma va di là e vomita.

    A questo punto si riconosce il padre di destra e il padre di sinistra.
    Il padre di destra dice: ‘Che schifo!‘ e chiama la tata.
    Il padre di sinistra prende il bambino e lo va a cambiare.

    Il pannolino si cambia, rigorosamente, sul fasciatoio. Il fasciatoio è un mobile che quando lo vedi a casa tua, capisci che un sacco di cose sono finite per sempre, tra le quali la giovinezza.
    Comunque è studiato bene: ha dei cassettini vari e un piano su cui appoggiare il bambino. Far star fermo il bambino su quel piano è come far stare una trota in bilico sul bordo del lavandino. E’ fondamentale non distrarsi mai. Il neonato medio non è in grado quasi di girarsi sul fianco, ma è perfettamente in grado, appena ti volti, di buttarsi giù dal fasciatoio facendoti il gesto dell’ombrello: pare che si allenino nella placenta, in quei nove mesi che passano sott’acqua.
    Dunque: tenere ben ferma la trota e sperare in bene. Una volta spogliato il bambino, appare il pannolino contenente quello che Gadda chiamava “l'estruso“.
    E’ il momento della verità. Si staccano due pezzi di scotch ai lati e il pannolino si apre. La zaffata è impressionante.
    E’ singolare cosa riesca a produrre un intestino tutto sommato
    vergine: cose del genere te le aspetteresti dall’intestino di Bukowski, non di tuo figlio. Ma tant’è: non c’è niente da fare.
    O meglio: si inventano tecniche di sopravvivenza.
    Io, ad esempio, mi son convinto che tutto sommato la ***** dei bambini profuma di yogurt. Fateci caso: se non guardate potrebbe anche sembrare che vostro figlio si sia seduto su una confezione famiglia di Yomo doppia panna.
    Se guardate è più difficile. Ma senza guardare? Io con questo sistema sono riuscito ad ottenere ottimi risultati: adesso quando apro uno yogurt sento odor di *****.
    Impugnare con la mano sinistra le caviglie del bambino e tirarlo su come una gallina. Con la destra aprire la confezione di salviettine profumate e prenderne una. Neanche il mago Silvan ci riuscirebbe: le salviettine vengono via solo a gruppi di ottanta. Scuotete allora il blocchetto fino a rimanere con tra le dita un numero inferiore a cinque salviette. A quel punto, di solito, la gallina-trota, stufa di stare appesa come un idiota, dà uno strattone: se non vi cade, riuscirà comunque a spargere un po’ di cacca in giro. Tamponate ovunque con le salviettine profumate. Ritirate su il pollo e con gesto rapinoso pulite il sedere del bambino. Posate le salviettine usate nel pannolino e richiudetelo.
    A quel punto la vostra situazione è: nella mano sinistra un pollo-trota coi lineamenti di vostro figlio. Nella mano destra, una bomba chimica. NON andate a buttare la bomba chimica: la trota scivolerebbe per terra.
    Quindi, posatela nei paraggi (la bomba, non la trota) registrando il curioso profumo di yogurt che si spande per l’aria. Senza mollare la presa con la mano sinistra, usate la destra per detergere a fondo e poi passate all’olio.
    Ve ne versate alcune gocce sulla mano. Esse scivoleranno immediatamente giù verso il polso, valicheranno il confine dei polsini, e da lì spariranno nell’underground dei vostri vestiti. La sera ne troverete traccia nei calzini. Completamente lubrificati, passate alla Pasta di Fissan, un singolare prodotto nato da un amplesso tra la maionese Calvè e del gesso liquido. Ne riempite il sedere del pollo e naturalmente ve ne distribuite variamente in giro per giacche, pantaloni, ecc.
    A quel punto avete praticamente finito.
    A quel punto il bambino fa pipì.
    Il bambino non fa pipì a caso.
    La fa sul vostro maglione.
    Voi fate un istintivo salto indietro.
    Errore.
    La trota, finalmente libera, si butta giù dal fasciatoio. Ritirate su la trota e non raccontate mai alla mamma l’accaduto. Prendere il pannolino nuovo. Capire qual è il lato davanti (di solito c’è una greca colorata che aiuta, facendovi sentire imbecilli). Inserire il pannolino tra le gambe del bambino e chiudere.
    Il sistema è stato studiato bene: due specie di pezzi di scotch e il pannolino si chiude. Si, ma quanto si chiude? Così è troppo stretto, così è troppo largo, così è troppo stretto,così è troppo largo. Si può arrivare anche ad una ventina di tentativi. E’ in quel momento che il bambino comincia ad intuire di avere un padre scemo: giustamente manifesta una certa delusione, cioè inizia a gridare come un martire.
    Da qui in poi si fa tutto in apnea e in un bagno di sudore. Nonostante i decibel espressi dal bambino, mantenere la calma e provare a rivestire il bambino. E’ questo il momento dei poussoir. Quando Dio caccio gli uomini dal paradiso terrestre disse: partorirete con dolore e dovrete chiudere le tutine dei vostri figli con i poussoir. Per chiudere un poussoir bisogna
    avere: grandissimo sangue freddo, mira eccezionale, culo della madonna. Il numero di poussoir presente in una tutina è sorprendente e, perfidamente, dispari. Se nonostante tutto riuscite a rivestire il bambino, avete praticamente finito. Vi ricordate che avete dimenticato il borotalco: il culetto si arrossirà.
    Pensate ai bambini in Africa e concludete: si arrossirà, e che sarà mai?
    Quindi prendete il bambino e lo riconsegnate alla mamma. Lei
    chiederà: ‘L’hai messo il borotalco?’. Voi direte: ‘Sì’. Con convinzione.
    Ripercussioni fisiche e psichiche. Fisicamente, cambiare un pannolino, brucia le stesse calorie di una partita di tennis.
    Psichicamente il padre post-pannolino tende a sentirsi spaventosamente buono e in pace con se stesso. Per almeno tre ore è convinto di avere la nobiltà d’animo di Madre Teresa di Calcutta. Quando l’effetto svanisce, subentra un irresistibile desiderio di essere single, giovane, ******* e un po’ di destra.
    Alcuni si spingono fino a consultare il settore ‘Decappottabili’ su Gente & Motori. Altri telefonano ad una ex-fidanzata e quando lei risponde mettono giù. Pochi dicono che devono andare a comprare le sigarette, escono e poi, tragicamente, ritornano. In casa li avvolge la sicurezza del focolare, il tepore dei sentimenti sicuri, e un singolare, acutissimo profumo di yogurt.
    "Una donna non è colei di cui si lodano le gambe o le braccia, ma quella il cui aspetto complessivo è di tale bellezza da togliere la possibilità di ammirare le singole parti" (Seneca)
    selvaggia non è in linea
  2. #2
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    Re: Pannolini.....

    molto molto carina!!
    Il modo migliore per predire il futuro è crearlo.
    "P.Drucker"
    mara75 non è in linea
  3. #3
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    Re: Pannolini.....

    Quote selvaggia ha scritto:
    Me l'hanno mandata per mail... leggetela... sono morta dalle risate!!!!



    Cose che accadono quando si cambia un pannolino
    Il pannolino può essere cambiato per tre ragioni:

    perché lo dice la mamma;
    perché lo dice la suocera;
    perché il bimbo ha cagato.

    Naturalmente il gesto perde, nei primi due casi, gran parte della sua drammaticità.
    Il vero, autentico, cambio di pannolino prevede la presenza della *****. Di solito accade così: La mamma prende in braccio il bambino, lo annusa un po’ e dice, con voce gaia e piuttosto cretina: ‘E qui cosa abbiamo fatto, eh? Sento un certo odorino: cosa ha fatto l’angioletto?‘. Poi la mamma va di là e vomita.

    A questo punto si riconosce il padre di destra e il padre di sinistra.
    Il padre di destra dice: ‘Che schifo!‘ e chiama la tata.
    Il padre di sinistra prende il bambino e lo va a cambiare.

    Il pannolino si cambia, rigorosamente, sul fasciatoio. Il fasciatoio è un mobile che quando lo vedi a casa tua, capisci che un sacco di cose sono finite per sempre, tra le quali la giovinezza.
    Comunque è studiato bene: ha dei cassettini vari e un piano su cui appoggiare il bambino. Far star fermo il bambino su quel piano è come far stare una trota in bilico sul bordo del lavandino. E’ fondamentale non distrarsi mai. Il neonato medio non è in grado quasi di girarsi sul fianco, ma è perfettamente in grado, appena ti volti, di buttarsi giù dal fasciatoio facendoti il gesto dell’ombrello: pare che si allenino nella placenta, in quei nove mesi che passano sott’acqua.
    Dunque: tenere ben ferma la trota e sperare in bene. Una volta spogliato il bambino, appare il pannolino contenente quello che Gadda chiamava “l'estruso“.
    E’ il momento della verità. Si staccano due pezzi di scotch ai lati e il pannolino si apre. La zaffata è impressionante.
    E’ singolare cosa riesca a produrre un intestino tutto sommato
    vergine: cose del genere te le aspetteresti dall’intestino di Bukowski, non di tuo figlio. Ma tant’è: non c’è niente da fare.
    O meglio: si inventano tecniche di sopravvivenza.
    Io, ad esempio, mi son convinto che tutto sommato la ***** dei bambini profuma di yogurt. Fateci caso: se non guardate potrebbe anche sembrare che vostro figlio si sia seduto su una confezione famiglia di Yomo doppia panna.
    Se guardate è più difficile. Ma senza guardare? Io con questo sistema sono riuscito ad ottenere ottimi risultati: adesso quando apro uno yogurt sento odor di *****.
    Impugnare con la mano sinistra le caviglie del bambino e tirarlo su come una gallina. Con la destra aprire la confezione di salviettine profumate e prenderne una. Neanche il mago Silvan ci riuscirebbe: le salviettine vengono via solo a gruppi di ottanta. Scuotete allora il blocchetto fino a rimanere con tra le dita un numero inferiore a cinque salviette. A quel punto, di solito, la gallina-trota, stufa di stare appesa come un idiota, dà uno strattone: se non vi cade, riuscirà comunque a spargere un po’ di cacca in giro. Tamponate ovunque con le salviettine profumate. Ritirate su il pollo e con gesto rapinoso pulite il sedere del bambino. Posate le salviettine usate nel pannolino e richiudetelo.
    A quel punto la vostra situazione è: nella mano sinistra un pollo-trota coi lineamenti di vostro figlio. Nella mano destra, una bomba chimica. NON andate a buttare la bomba chimica: la trota scivolerebbe per terra.
    Quindi, posatela nei paraggi (la bomba, non la trota) registrando il curioso profumo di yogurt che si spande per l’aria. Senza mollare la presa con la mano sinistra, usate la destra per detergere a fondo e poi passate all’olio.
    Ve ne versate alcune gocce sulla mano. Esse scivoleranno immediatamente giù verso il polso, valicheranno il confine dei polsini, e da lì spariranno nell’underground dei vostri vestiti. La sera ne troverete traccia nei calzini. Completamente lubrificati, passate alla Pasta di Fissan, un singolare prodotto nato da un amplesso tra la maionese Calvè e del gesso liquido. Ne riempite il sedere del pollo e naturalmente ve ne distribuite variamente in giro per giacche, pantaloni, ecc.
    A quel punto avete praticamente finito.
    A quel punto il bambino fa pipì.
    Il bambino non fa pipì a caso.
    La fa sul vostro maglione.
    Voi fate un istintivo salto indietro.
    Errore.
    La trota, finalmente libera, si butta giù dal fasciatoio. Ritirate su la trota e non raccontate mai alla mamma l’accaduto. Prendere il pannolino nuovo. Capire qual è il lato davanti (di solito c’è una greca colorata che aiuta, facendovi sentire imbecilli). Inserire il pannolino tra le gambe del bambino e chiudere.
    Il sistema è stato studiato bene: due specie di pezzi di scotch e il pannolino si chiude. Si, ma quanto si chiude? Così è troppo stretto, così è troppo largo, così è troppo stretto,così è troppo largo. Si può arrivare anche ad una ventina di tentativi. E’ in quel momento che il bambino comincia ad intuire di avere un padre scemo: giustamente manifesta una certa delusione, cioè inizia a gridare come un martire.
    Da qui in poi si fa tutto in apnea e in un bagno di sudore. Nonostante i decibel espressi dal bambino, mantenere la calma e provare a rivestire il bambino. E’ questo il momento dei poussoir. Quando Dio caccio gli uomini dal paradiso terrestre disse: partorirete con dolore e dovrete chiudere le tutine dei vostri figli con i poussoir. Per chiudere un poussoir bisogna
    avere: grandissimo sangue freddo, mira eccezionale, culo della madonna. Il numero di poussoir presente in una tutina è sorprendente e, perfidamente, dispari. Se nonostante tutto riuscite a rivestire il bambino, avete praticamente finito. Vi ricordate che avete dimenticato il borotalco: il culetto si arrossirà.
    Pensate ai bambini in Africa e concludete: si arrossirà, e che sarà mai?
    Quindi prendete il bambino e lo riconsegnate alla mamma. Lei
    chiederà: ‘L’hai messo il borotalco?’. Voi direte: ‘Sì’. Con convinzione.
    Ripercussioni fisiche e psichiche. Fisicamente, cambiare un pannolino, brucia le stesse calorie di una partita di tennis.
    Psichicamente il padre post-pannolino tende a sentirsi spaventosamente buono e in pace con se stesso. Per almeno tre ore è convinto di avere la nobiltà d’animo di Madre Teresa di Calcutta. Quando l’effetto svanisce, subentra un irresistibile desiderio di essere single, giovane, ******* e un po’ di destra.
    Alcuni si spingono fino a consultare il settore ‘Decappottabili’ su Gente & Motori. Altri telefonano ad una ex-fidanzata e quando lei risponde mettono giù. Pochi dicono che devono andare a comprare le sigarette, escono e poi, tragicamente, ritornano. In casa li avvolge la sicurezza del focolare, il tepore dei sentimenti sicuri, e un singolare, acutissimo profumo di yogurt.




    troppo carina!!! ed educativa!!!
    [img]attachment.php?attachmentid=54732[/img] Viola e Santiago
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  4. #4
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    Re: Pannolini.....

    ahuahuahuahuahu

    Quanto mi ci rivedo

    P.S.: si vede che sono di sinistra
    Vita mortal mi piacque, e non umana, si c'a mul chi fui. Son Vanni Fucci, bestia, e Pistoia mi fu degna tana. Dante (inferno XXIV)

    Federico Flori. Pistoiese di Pistoia
    ghigopt non è in linea
  5. #5
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    Re: Pannolini.....

    Sì, tutto vero (io non ne ho mai cambiato uno, ma - raramente - ho assistito, prima che il tanfo bruciasse le papille olfattive innescando un fastidioso bruciore laringoesofageo sul modello antrace) ma...

    manca la terapia di emergenza in caso di caduta dal fasciatoio... cosa di per sè non trascurabile.

    Il pollo-trota quando cade non cade mai di piedi, di corpo o di gomiti. Cade sempre e rigorosamente di testa.

    L'effetto immediato oltre ai 400 decibel di strilli agonizzanti che manderebbero in panico anche uno zombie, è la comparsa di un bozzo rosso violaceo che aumenta al ritmo di mezzo centimetro al secondo.

    In questo caso è fondamentale - come primo intervento - scaraventarsi in cucina, aprire il freezer e infilare in uno straccio dei cubetti di ghiaccio.

    Naturalmente vi accorgerete che la vostra metà ha lasciato i vassoi del ghiaccio rigorosamente vuoti.

    Per fortuna nel freezer c'è il pollo del natale di due anni prima che - all'uopo - può assolvere lo stesso le funzioni necessarie di terapia d'urto.

    Cercate di premere urgentemente il materiale ghiacciato contro il bozzo, che nel frattempo è diventato della grandezza di una nespola, preparandovi ad un innalzamento immediato dei decibel che raggiungeranno i livelli massimi torrelabili prima della perforazione timpanica, accompagnati da inizi di soffocamento e urti di vomito.

    Come per magia, potrete riscontrare che premendo il ghiaccio sul bozzo, il bozzo tende prima a bloccarsi e dopo a sfumare di colore arrivando a ridursi.

    Qui inizia una grande biforcazione: Se siete primipari, ci sarà l'incubo del trasporto d'urgenza al pronto soccorso. Se invece non è il primo figlio, partirete con un urlo del tipo "adesso basta rompere i coglio.ni!!!" accompagnato da pacca sul cu.lo del neonato, qualche paio di insulti a chi non ha tenuto la trota dopodichè passaggio immediato a partita-divano con pizza birra e rutto libero.

    Ritornando al primo caso, si fugge in auto verso il pronto soccorso più vicino. Qui - se avete la fortuna di avere un pronto soccorso specializzato per bambini - dovrete scontrarvi con la realtà di una sala d'aspetto dove in contemporanea ci sono almeno 3 bambini urlanti in sintonia col tuo. almeno un paio con malattie infettive spaventose (sono quelli che ti sorridono e ti si avvicinano ancora prima che tu ti possa sedere) e altri 5 con vomiti e diaree inarrestabili.

    Dopo aver constatato l'assenza totale di qualsiasi operatore al ricevimento, ed aver controllato almeno un paio di volte di trovarti nel posto giusto, finalmente arriva un dottore (?) che in base a quello che riferisci ti assegna un colore. bianco giallo verde rosso blu... in base alla gravità del problema.

    Per il bozzo state tranquilli che non superate il verde. Il che significa dalle 4 alle 6 ore di attesa.

    Nel frattempo siete costretti ad assistere a scene spaventose, mentre - di solito - il numero di bambini con morbillo, varicella, scarlattina, rosolia e sesta malattia tende ad aumentare proporzionalmente al vostro timore di essere infettato.

    Dopo un'attesa estenuante, con bimbo nuovamente cacato, il dottore dirà che non c'è nulla da fare se non controllarlo che non vomiti e che non si addormenti nelle prossime 12 ore. 6 in fondo sono già passate.

    Tornate a casa con la sensazione di aver fatto una coglio.nata ad andare.

    Ed effettivamente nei 15 giorni successivi, quando il pupo si sveglierà con 42 di febbre vomitando, capirete che ha preso una esantematica (se è solo una siete ancora fortunati!).

    We are the sons and daughters of all the freedom fighters.
    And there are still many rivers to cross.
    Hands in the air, screaming loud and clear for freedom, justice and equality.
    There is no black or white, there is only right and wrong.
    We are unknown heros, we are flesh and we are blood.
    We are the great future.
    We need to get back to the joy of living.
    We are five fingers of an empty hand.
    But together, we can also be the fist.
    Sometimes change can be as simple as two hands reaching for one another.
    Clap your hands.


    highlander non è in linea
  6. #6
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    Re: Pannolini.....

    Quote highlander ha scritto:
    Sì, tutto vero (io non ne ho mai cambiato uno, ma - raramente - ho assistito, prima che il tanfo bruciasse le papille olfattive innescando un fastidioso bruciore laringoesofageo sul modello antrace) ma...

    manca la terapia di emergenza in caso di caduta dal fasciatoio... cosa di per sè non trascurabile.

    Il pollo-trota quando cade non cade mai di piedi, di corpo o di gomiti. Cade sempre e rigorosamente di testa.

    L'effetto immediato oltre ai 400 decibel di strilli agonizzanti che manderebbero in panico anche uno zombie, è la comparsa di un bozzo rosso violaceo che aumenta al ritmo di mezzo centimetro al secondo.

    In questo caso è fondamentale - come primo intervento - scaraventarsi in cucina, aprire il freezer e infilare in uno straccio dei cubetti di ghiaccio.

    Naturalmente vi accorgerete che la vostra metà ha lasciato i vassoi del ghiaccio rigorosamente vuoti.

    Per fortuna nel freezer c'è il pollo del natale di due anni prima che - all'uopo - può assolvere lo stesso le funzioni necessarie di terapia d'urto.

    Cercate di premere urgentemente il materiale ghiacciato contro il bozzo, che nel frattempo è diventato della grandezza di una nespola, preparandovi ad un innalzamento immediato dei decibel che raggiungeranno i livelli massimi torrelabili prima della perforazione timpanica, accompagnati da inizi di soffocamento e urti di vomito.

    Come per magia, potrete riscontrare che premendo il ghiaccio sul bozzo, il bozzo tende prima a bloccarsi e dopo a sfumare di colore arrivando a ridursi.

    Qui inizia una grande biforcazione: Se siete primipari, ci sarà l'incubo del trasporto d'urgenza al pronto soccorso. Se invece non è il primo figlio, partirete con un urlo del tipo "adesso basta rompere i coglio.ni!!!" accompagnato da pacca sul cu.lo del neonato, qualche paio di insulti a chi non ha tenuto la trota dopodichè passaggio immediato a partita-divano con pizza birra e rutto libero.

    Ritornando al primo caso, si fugge in auto verso il pronto soccorso più vicino. Qui - se avete la fortuna di avere un pronto soccorso specializzato per bambini - dovrete scontrarvi con la realtà di una sala d'aspetto dove in contemporanea ci sono almeno 3 bambini urlanti in sintonia col tuo. almeno un paio con malattie infettive spaventose (sono quelli che ti sorridono e ti si avvicinano ancora prima che tu ti possa sedere) e altri 5 con vomiti e diaree inarrestabili.

    Dopo aver constatato l'assenza totale di qualsiasi operatore al ricevimento, ed aver controllato almeno un paio di volte di trovarti nel posto giusto, finalmente arriva un dottore (?) che in base a quello che riferisci ti assegna un colore. bianco giallo verde rosso blu... in base alla gravità del problema.

    Per il bozzo state tranquilli che non superate il verde. Il che significa dalle 4 alle 6 ore di attesa.

    Nel frattempo siete costretti ad assistere a scene spaventose, mentre - di solito - il numero di bambini con morbillo, varicella, scarlattina, rosolia e sesta malattia tende ad aumentare proporzionalmente al vostro timore di essere infettato.

    Dopo un'attesa estenuante, con bimbo nuovamente cacato, il dottore dirà che non c'è nulla da fare se non controllarlo che non vomiti e che non si addormenti nelle prossime 12 ore. 6 in fondo sono già passate.

    Tornate a casa con la sensazione di aver fatto una coglio.nata ad andare.

    Ed effettivamente nei 15 giorni successivi, quando il pupo si sveglierà con 42 di febbre vomitando, capirete che ha preso una esantematica (se è solo una siete ancora fortunati!).

    Higghe che fantastico narratore

    ti prego non hai altri racconti come questo!?!?! sono adorabili!


    dai tanto lo sappiamo che sei lì a spippolare e guardare in stato catatonico il soffitto dell'ufficio!
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  7. #7
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    Re: Pannolini.....& Co.

    Quote highlander ha scritto:
    Sì, tutto vero ...

    Ah! Genitori si cresce.


    Infinite notti si susseguono rosi dai dubbi sull'efficienza o meno degli apparati respiratori ("respira?" "oddio non respira" "sì, ha respirato ne son sicuro" " era respiro o scoreggina?") e giorni s' inanellano tra il giusto numero di poppate (sempre quello, sempre alla stessa temperatura) e mai paghi di strati di vestiario (body rigato rigorosamente del colore del sesso, canotta a motivo libero allegro, camicetta di cotone, maglioncino fatto dalle nonne [entrambe! Dio le preservi!], giubbino di nylon trapuntato e copertina con ricamato "porto la gioia in questa casa").

    I nomi son facili da trovare...una volta che togli i 12.000 suggeritoti da ogni parte (da Asja a Leccisa per lei, da Eros a Costantino Daniele per lui).

    Tanto non serve arrovellarsi se comunque li chiameranno con tutti i diminutivi possibili ed immaginabili:
    mio figlio io lo chiamo Apopo, mia moglie Jacky, mia suocera iacopello, mio suocero japino (brividi sulla pelle, ogni volta che lo dice vedo la Carrà!), mia madre Giacobo, mio padre lu stuppaccione (ne ha troppi di nipoti, pover'uomo, è da capire), la zia Titti amoredellazia......nessuno ricorda più il suo vero nome ed io conservo gelosamente la tessera sanitaria con stampato il giusto Verbo.



    Alle loro cadute, sbattute, sfebbrate, contusioni e malanni vari ci sono da aggiungere le perle dei genitori: c'è quello che prende il seggiolino per portare il suo piccino con la bici e controlla se questo sia ben avvitato alla base, che la cinghia sia resistente e che lo spazio per le gambine penzolanti sia libero....quando tutto è a posto infila il batuffolo amoroso, inforca la bici e proprio in quell'istante il manubrio ruota su stesso cambiando il baricentro e se sei veloce riesci a tamponare col piede la caduta della testa.

    Ovviamente la moglie era al balcone ed ora comunica ad alta voce al vicinato la sua infinita e intima conoscenza dei salmi e delle lamentazioni.

    C'è poi quello che deve "solo guardarlo per qualche ora, CREDI DI ESSERNE CAPACE?".
    Tzè. Qual è il problema? Lo prendi e lo metti sul tappeto di lana alta, davanti al televisore a vedere Winny the pooh (mai altro! Winny the pooh è l'unico cartone a non avere cattivi, così il pupo non piange!).
    Pensi di essere al sicuro e di poterti dedicare in pace alla partita di RisiKo! ...tutto fila liscio, ogni paio di turni corri a guardarlo e poi di nuovo davanti al monitor e mentre sei lì per spaccare lei rientra con l'occhio da Marty Feldmann squadrato.
    Ansia, battito che accelera, false alzate, gridi "amore, il tesorino è sul tappeto" con un tono che nemmeno immaginavi di poter emettere, tra il querulo e il disperato.

    Quando parte la sirena capisci che il fanciullino qualcosa aveva...fingi di cadere in partita, corri in sala e noti che lui aveva brucato metà del tappeto...

    ovviamente lei ti farà partecipe del suo pensiero sui grandi perché della vita, soffermandosi spesso sul suo preferito: quello che la spinse a sposarti...



    Ah! Genitori si cresce...
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    Re: Pannolini.....

    fino a 15 minuti fa stavo soppesando la possibilita' di diventare padre........
    nnaaaaaaa
    Luca & Eva Petrolo
    A volte mi chiedo se il coraggio non sia altro che la terribile paura di essere creduto un vigliacco
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    Re: Pannolini.....& Co.

    Quote Asimov ha scritto:
    Ah! Genitori si cresce.


    Infinite notti si susseguono rosi dai dubbi sull'efficienza o meno degli apparati respiratori ("respira?" "oddio non respira" "sì, ha respirato ne son sicuro" " era respiro o scoreggina?") e giorni s' inanellano tra il giusto numero di poppate (sempre quello, sempre alla stessa temperatura) e mai paghi di strati di vestiario (body rigato rigorosamente del colore del sesso, canotta a motivo libero allegro, camicetta di cotone, maglioncino fatto dalle nonne [entrambe! Dio le preservi!], giubbino di nylon trapuntato e copertina con ricamato "porto la gioia in questa casa").

    I nomi son facili da trovare...una volta che togli i 12.000 suggeritoti da ogni parte (da Asja a Leccisa per lei, da Eros a Costantino Daniele per lui).

    Tanto non serve arrovellarsi se comunque li chiameranno con tutti i diminutivi possibili ed immaginabili:
    mio figlio io lo chiamo Apopo, mia moglie Jacky, mia suocera iacopello, mio suocero japino (brividi sulla pelle, ogni volta che lo dice vedo la Carrà!), mia madre Giacobo, mio padre lu stuppaccione (ne ha troppi di nipoti, pover'uomo, è da capire), la zia Titti amoredellazia......nessuno ricorda più il suo vero nome ed io conservo gelosamente la tessera sanitaria con stampato il giusto Verbo.



    Alle loro cadute, sbattute, sfebbrate, contusioni e malanni vari ci sono da aggiungere le perle dei genitori: c'è quello che prende il seggiolino per portare il suo piccino con la bici e controlla se questo sia ben avvitato alla base, che la cinghia sia resistente e che lo spazio per le gambine penzolanti sia libero....quando tutto è a posto infila il batuffolo amoroso, inforca la bici e proprio in quell'istante il manubrio ruota su stesso cambiando il baricentro e se sei veloce riesci a tamponare col piede la caduta della testa.

    Ovviamente la moglie era al balcone ed ora comunica ad alta voce al vicinato la sua infinita e intima conoscenza dei salmi e delle lamentazioni.

    C'è poi quello che deve "solo guardarlo per qualche ora, CREDI DI ESSERNE CAPACE?".
    Tzè. Qual è il problema? Lo prendi e lo metti sul tappeto di lana alta, davanti al televisore a vedere Winny the pooh (mai altro! Winny the pooh è l'unico cartone a non avere cattivi, così il pupo non piange!).
    Pensi di essere al sicuro e di poterti dedicare in pace alla partita di RisiKo! ...tutto fila liscio, ogni paio di turni corri a guardarlo e poi di nuovo davanti al monitor e mentre sei lì per spaccare lei rientra con l'occhio da Marty Feldmann squadrato.
    Ansia, battito che accelera, false alzate, gridi "amore, il tesorino è sul tappeto" con un tono che nemmeno immaginavi di poter emettere, tra il querulo e il disperato.

    Quando parte la sirena capisci che il fanciullino qualcosa aveva...fingi di cadere in partita, corri in sala e noti che lui aveva brucato metà del tappeto...

    ovviamente lei ti farà partecipe del suo pensiero sui grandi perché della vita, soffermandosi spesso sul suo preferito: quello che la spinse a sposarti...



    Ah! Genitori si cresce...




    Credo di amarTi.....
    ghigopt non è in linea
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    Re: Pannolini.....& Co.

    Quote Asimov ha scritto:
    Ah! Genitori si cresce.


    Infinite notti si susseguono rosi dai dubbi sull'efficienza o meno degli apparati respiratori ("respira?" "oddio non respira" "sì, ha respirato ne son sicuro" " era respiro o scoreggina?") e giorni s' inanellano tra il giusto numero di poppate (sempre quello, sempre alla stessa temperatura) e mai paghi di strati di vestiario (body rigato rigorosamente del colore del sesso, canotta a motivo libero allegro, camicetta di cotone, maglioncino fatto dalle nonne [entrambe! Dio le preservi!], giubbino di nylon trapuntato e copertina con ricamato "porto la gioia in questa casa").

    I nomi son facili da trovare...una volta che togli i 12.000 suggeritoti da ogni parte (da Asja a Leccisa per lei, da Eros a Costantino Daniele per lui).

    Tanto non serve arrovellarsi se comunque li chiameranno con tutti i diminutivi possibili ed immaginabili:
    mio figlio io lo chiamo Apopo, mia moglie Jacky, mia suocera iacopello, mio suocero japino (brividi sulla pelle, ogni volta che lo dice vedo la Carrà!), mia madre Giacobo, mio padre lu stuppaccione (ne ha troppi di nipoti, pover'uomo, è da capire), la zia Titti amoredellazia......nessuno ricorda più il suo vero nome ed io conservo gelosamente la tessera sanitaria con stampato il giusto Verbo.



    Alle loro cadute, sbattute, sfebbrate, contusioni e malanni vari ci sono da aggiungere le perle dei genitori: c'è quello che prende il seggiolino per portare il suo piccino con la bici e controlla se questo sia ben avvitato alla base, che la cinghia sia resistente e che lo spazio per le gambine penzolanti sia libero....quando tutto è a posto infila il batuffolo amoroso, inforca la bici e proprio in quell'istante il manubrio ruota su stesso cambiando il baricentro e se sei veloce riesci a tamponare col piede la caduta della testa.

    Ovviamente la moglie era al balcone ed ora comunica ad alta voce al vicinato la sua infinita e intima conoscenza dei salmi e delle lamentazioni.

    C'è poi quello che deve "solo guardarlo per qualche ora, CREDI DI ESSERNE CAPACE?".
    Tzè. Qual è il problema? Lo prendi e lo metti sul tappeto di lana alta, davanti al televisore a vedere Winny the pooh (mai altro! Winny the pooh è l'unico cartone a non avere cattivi, così il pupo non piange!).
    Pensi di essere al sicuro e di poterti dedicare in pace alla partita di RisiKo! ...tutto fila liscio, ogni paio di turni corri a guardarlo e poi di nuovo davanti al monitor e mentre sei lì per spaccare lei rientra con l'occhio da Marty Feldmann squadrato.
    Ansia, battito che accelera, false alzate, gridi "amore, il tesorino è sul tappeto" con un tono che nemmeno immaginavi di poter emettere, tra il querulo e il disperato.

    Quando parte la sirena capisci che il fanciullino qualcosa aveva...fingi di cadere in partita, corri in sala e noti che lui aveva brucato metà del tappeto...

    ovviamente lei ti farà partecipe del suo pensiero sui grandi perché della vita, soffermandosi spesso sul suo preferito: quello che la spinse a sposarti...



    Ah! Genitori si cresce...
    Asi sei fantastico quando scrivi queste cose... ti vorrei sempre così...
    selvaggia non è in linea

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