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Discussione: NON SOLO RISIKO
  1. #111
     Caporale
     
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    ELEZIONI

    Qui si batte la fiacca !!

    Vorrei illustrare due personaggi del '900 entrambi accumunati dall'azione, dalle armi, che credevano di poter creare un mondo migliore. In realtà ci hanno regalato qualche decennio di speranza in più. Poichè considerati uno di sinistra e l'altro di destra in questo modo non si scontenta nessuno. Tuttavia, questa etichetta politica è ridicola e ad entrambi avrebbe fatto inorridire l'accostamento.
    Ve li presenterò soffermandomi maggiormente nell'ultima parte della loro vita; essendo degli eroi da romanzo l'ultima parte della loro vita coincide con l'ultima loro missione (estrema).
  2. #112
     Caporale
     
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    "CHE" GUEVARA

    Figura emblematica e su cui è stato scritto tanto e di più...inutile argomentare il divulgativo ed il raccontato.
    Il Che era un'artista della guerra di guerriglia con tutte le armi. Lo voglio introdurre con un aneddoto riportato da un guerrigliero:

    "Eravamo io e lui soli appostati in posizione sopraelevata rispetto al passaggio della pattuglia dell'esercito. Io imbracciavo il mio fucile e quello sarebbe stato il mio secondo conflitto a fuoco. Sapevo che non potevo sbagliare, perchè la pattuglia avrebbe risposto al tiro, ma averlo accanto mi dava tanta sicurezza. Dopo molto tempo di attesa arrivano, sparo un colpo, ne sparo un altro li centro entrambi...ma mi giro e lui stava leggendo un libro, disinteressato. Gli dissi, ma e se avessi fatto cilecca. Mi rispose: ero sicuro del contrario".

    Sappiamo che sotto il nome ed il camuffamento di Ramón Benítez, il Che approda in Bolivia. Secondo alcuni il Che intendeva con la guerra di guerriglia in Bolivia, non solo liberare questo paese dal suo Governo legato e sotto l'egida degli Stati Uniti, ma creare un paese avamposto per la liberazione dell'America del Sud. La Bolivia fu scelta proprio per la sua posizione centrale del continente latino americano.
    Dopo aver tentato la stessa cosa in Africa col Congo, il Che, che ha formato ed addestrato comunque militarmente alcuni suoi uomini, sposta l'azione della guerra di "liberazione" in Bolivia. Ciò viene progettato qualche anno prima con i fratelli Castro a Cuba.

    Questo progetto di liberazione continentale, dove la Bolivia per la sua conformazione e posizione geografica avrebbe fornito l'epicentro militare alle azioni guerrigliere in tutti gli stati sudamericani, è confermato anche da Ciro Bustos (nome di battaglia El Pelao).

    Quindi, se ciò corrispondesse al vero, l'azione che si era prefisso il Guevara, lasciando Cuba, era di un raggio molto più ampio che liberare un singolo stato, trai i più poveri ed arretrati, cioè la Bolivia.


  3. #113
     T. Col. C.te
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    Re: "CHE" GUEVARA

    Quote -ROBINSON- ha scritto: Visualizza il messaggio
    Figura emblematica e su cui è stato scritto tanto e di più...inutile argomentare il divulgativo ed il raccontato.
    Il Che era un'artista della guerra di guerriglia con tutte le armi. Lo voglio introdurre con un aneddoto riportato da un guerrigliero:

    "Eravamo io e lui soli appostati in posizione sopraelevata rispetto al passaggio della pattuglia dell'esercito. Io imbracciavo il mio fucile e quello sarebbe stato il mio secondo conflitto a fuoco. Sapevo che non potevo sbagliare, perchè la pattuglia avrebbe risposto al tiro, ma averlo accanto mi dava tanta sicurezza. Dopo molto tempo di attesa arrivano, sparo un colpo, ne sparo un altro li centro entrambi...ma mi giro e lui stava leggendo un libro, disinteressato. Gli dissi, ma e se avessi fatto cilecca. Mi rispose: ero sicuro del contrario".

    Sappiamo che sotto il nome ed il camuffamento di Ramón Benítez, il Che approda in Bolivia. Secondo alcuni il Che intendeva con la guerra di guerriglia in Bolivia, non solo liberare questo paese dal suo Governo legato e sotto l'egida degli Stati Uniti, ma creare un paese avamposto per la liberazione dell'America del Sud. La Bolivia fu scelta proprio per la sua posizione centrale del continente latino americano.
    Dopo aver tentato la stessa cosa in Africa col Congo, il Che, che ha formato ed addestrato comunque militarmente alcuni suoi uomini, sposta l'azione della guerra di "liberazione" in Bolivia. Ciò viene progettato qualche anno prima con i fratelli Castro a Cuba.

    Questo progetto di liberazione continentale, dove la Bolivia per la sua conformazione e posizione geografica avrebbe fornito l'epicentro militare alle azioni guerrigliere in tutti gli stati sudamericani, è confermato anche da Ciro Bustos (nome di battaglia El Pelao).

    Quindi, se ciò corrispondesse al vero, l'azione che si era prefisso il Guevara, lasciando Cuba, era di un raggio molto più ampio che liberare un singolo stato, trai i più poveri ed arretrati, cioè la Bolivia.


    Si racconta anche che Castro fosse contento della partenza del Che, diventato ingombrante per la rivoluzione e che il suppurto di facciata all'internazionalismo fosse anche un modo elegante per spingerlo altrove.
    Che il progetto fosse continentale con un particolare occhio di riguardo alla sua Argentina natale e' cosa credo assodata .
    Che lo potesse realizzare con un manipolo di uomini in guerilla e senza vere basi sui posti mi e' sempre sembrato assai romantico ma ancora piu' ingenuo .

    Ho trovato sempre molto interessante e poco chiaro il periodo di training sulle sierre Cubane, in cui lui si stava preparando a quel viaggio, e in cui di fatto si era disinteressato gia' dei suoi impegni ministeriali.

    Qualcosa si era rotto tra Guevara e la rivoluzione .



  4. #114
     Caporale
     
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    RUDOLF HESS

    Era il vicario del Fuhrer. C'è che sostiene che il vero potere nella Germani nazista era nelle mani di un pool di persone e non in particolare da Hitler. Questo gruppo, ristretto era composto dal Professor Karl Haushofer, dal figlio Albrecht e dal suo amico Rudolf Hess. Quest'ultimo nel 1933 fu promulgata la Legge sull'unità dello Stato, che vedeva Hess come il super visore di ogni attività legislativa ministeriale
    Una teoria è arrivata alla conclusione che nel 1941 erano in atto trattative per una pace patteggiata. Sia in Inghilterra che in Germania le fazioni pacifiste conversero da binari paralleli per volersi incontrare in trattative necessariamente sempre più febbrili. Queste culmineranno per le fasi conclusive nella missione di Rudolf Hess in Scozia.
    Hess a bordo di un Messerchmmit 110 a cui al posto delle bombe erano stati applicati serbatoi supplementari di carburante nel maggio del 1941 intendeva concludere le trattative di pace con gli Inglesi in Svezia.
    Sappiamo che la guerra continuò e che Hess fu catturato e successivamente condannato per infermità mentale dal tribunale a scontare la detenzione nel carcere militare di Spandau, dove morì suicida nel 1987.
    Secondo una tesi attualissima, Hess dopo essere stato liberato dalla fazione pacifista Inglese, doveva essere scortato dal Duca di Kent dalla Scozia verso la Svezia per comunque continuare le trattative di pace, ma vittima di un attentato Hess e l'intero equipaggio del veicolo si schiantò a Eagle’s Rock nel 1942. Sempre per questa teoria il detenuto n.7 a Spandau era un mentecatto assomigliante al vero Hess ormai morto.
  5. #115
     Caporale
     
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    Re: NON SOLO RISIKO

    Sono d'accordo con te Lucio, quando dici che era ormai diventato una figura troppo ingombrante per Cuba e Fidel.

    Tuttavia, non sottovaluterei la missione Boliviana che era difficilissimo che potesse fallire, non il progetto di liberazione del continente latino americano forse un sogno romantico guevariano, ma la liberazione della Bolivia in se era molto probabile.
    Purtroppo, il tradimento di Debrais e la rinucia a continuare dello stesso Guevara, lo portò alla cattura a la Higuera. Il Che era un guerriero troppo esperto per scendere in un centro abitato in pieno giorno, vedendo tutti i segnali tipici di un'imboscata: assenza di cittadini e movimenti sospetti militari in avvicinamento...uno della sua esperienza...sarebbe potuto fuggire negli altipiani e far perdere le sue tracce...ma dove sarebbe andato, chi sarebbe diventato. Ha scelto il mito. Forse anche questo è stato un ragionamento per continuare la sua lotta anche da morto.
  6. #116
     Caporale
     
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    Re: NON SOLO RISIKO

    Quote lucius ha scritto: Visualizza il messaggio
    Ho trovato sempre molto interessante e poco chiaro il periodo di training sulle sierre Cubane, in cui lui si stava preparando a quel viaggio, e in cui di fatto si era disinteressato gia' dei suoi impegni ministeriali.

    Si, decisamente. Era un "insospettabile medico" con sotto il camice la pelle del guerriero.
  7. #117
     T. Col. C.te
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    Re: RUDOLF HESS

    Quote -ROBINSON- ha scritto: Visualizza il messaggio
    Era il vicario del Fuhrer. C'è che sostiene che il vero potere nella Germani nazista era nelle mani di un pool di persone e non in particolare da Hitler. Questo gruppo, ristretto era composto dal Professor Karl Haushofer, dal figlio Albrecht e dal suo amico Rudolf Hess. Quest'ultimo nel 1933 fu promulgata la Legge sull'unità dello Stato, che vedeva Hess come il super visore di ogni attività legislativa ministeriale
    Una teoria è arrivata alla conclusione che nel 1941 erano in atto trattative per una pace patteggiata. Sia in Inghilterra che in Germania le fazioni pacifiste conversero da binari paralleli per volersi incontrare in trattative necessariamente sempre più febbrili. Queste culmineranno per le fasi conclusive nella missione di Rudolf Hess in Scozia.
    Hess a bordo di un Messerchmmit 110 a cui al posto delle bombe erano stati applicati serbatoi supplementari di carburante nel maggio del 1941 intendeva concludere le trattative di pace con gli Inglesi in Svezia.
    Sappiamo che la guerra continuò e che Hess fu catturato e successivamente condannato per infermità mentale dal tribunale a scontare la detenzione nel carcere militare di Spandau, dove morì suicida nel 1987.
    Secondo una tesi attualissima, Hess dopo essere stato liberato dalla fazione pacifista Inglese, doveva essere scortato dal Duca di Kent dalla Scozia verso la Svezia per comunque continuare le trattative di pace, ma vittima di un attentato Hess e l'intero equipaggio del veicolo si schiantò a Eagle’s Rock nel 1942. Sempre per questa teoria il detenuto n.7 a Spandau era un mentecatto assomigliante al vero Hess ormai morto.
    Sincero, quella parte di storia mi manca totalmente.
    Sicuramente e' un pregiudizio il mio ma non so porvi rimedio .

    Le uniche storie sul Nazismo che mi hanno appassionato veramente erano quelle romanzate da Gunter Grass nella trilogia di Danzica .

    La prospettiva dei pastori tedeschi di baffetto, e di un tamburino di latta.

    Poi certo nelle trattative di pace, quando ci sono milioni di vite in ballo puo' capitare anche di scendere a patti con il Diavolo visto che e' argomento anche caldo e attuale e che rimanda al paradosso del binario .

    Le guerre moderne(dalla prima grande guerra) vedono oltre la messa in campo di tecnologie sempre piu' determinanti e devastanti anche l'utilizzo di armi di distruzione di massa, dai gas nervini della grande guerra per arrivare alle armi nucleari definite tattiche oggi e questo ha implicato considerazioni diverse negli ingaggi, negli scontri e nella diplomazia bellica post 900 che ha avuto diversi apici sia in tempi di guerra che di pace .

    Londra sapeva di tutti i progetti di armi definitive di Berlino e viveva nella fobia generale e Berlino aveva dimostrato che Londra era vulnerabile .

    Ad oggi abbiamo il nuovo premier inglese che senza mezzi termini si e' detto pronto a spingere il bottone che altri temono di spingere .

    La Russia ha autorizzato l'uso delle famose armi tattiche, secondo un loro preciso e inquietante protocollo di ingaggio e la Cina non aspetta altro che aprire il suo fronte su Taiwan, cosa che obbligherebbe per legge il Congresso USA a rispondere adeguatamente .

    Non ho mai visto L'Ucraina come un esempio virtuoso, ho i brividi al solo pensiero di chi si e' armato e in quali mani e' quel fronte delicato, non sono pro NATO ne filorusso ma mi auguro con tutto il cuore che si scenda a patti con il diavolo, troppe vite sono in pericolo .

    Ho preso una tangente ma le parole mi sono venute naturali ..
  8. #118
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    IL COMANDANTE GIANNI

    Argomentino personalissimo. Il miglior amico di mio padre, si chiamava Sirio Ungherelli, potete cercarlo sul web. Un ometto piccolo, con due occhialoni con montatura color tartaruga che a casa struscia i piedi se indossava le ciabatte. Quando avevo 15 anni, due o tre volte l'anno, ero quasi costretto da mio padre ad accompagnarlo a trovare "Gianni", così all'epoca lo conoscevo. Mi salutava con fare sempre uguale e modesto, strizzandomi il ganascino e dicendomi:" ohhh bellino ci sei anche tu"...una volta, tornando a casa ironizzai in auto con mio padre sul suo buffo e piccolo, grande amico. Mio padre, con la faccia più seria che gli ho mai visto esprimere, mi disse:"Ora ti dico io chi si nasconde dietro Gianni".
    Sirio Ungherelli, trovate un libro che parla di lui, dal titolo Quelli della Stella Rossa, durante la seconda guerra mondiale, prima fu catturato dall'O.V.R.A. e torturato, poi scappò sulle montagne e divenne il Commissario politico della Brigata Garibaldi, il capo partigiano che ha liberato Firenze. Dopo la guerra il partito gli aveva proposto il seggio al Senato, ma lui rifiutò.
    Lavorava come copertura in comune all'Ufficio Tributi. In realtà era a capo di una Task Force, formata da Carabinieri, Lagunari ecc, che sotto le direttive del Ministro plenipotenziario Siviero, facevano blitz armati in tutto il mondo per il recupero delle opere italiane d'arte trafugate: nelle case d'asta, negli hangar militari, nelle ville private...aereo, recupero e l'indomani a casa a lavorare in comune...circa un blitz alla settimana, che ha consentito il recupero di quasi il 90% delle opere rubate.
    Poi mio padre arrivati a casa, mi fece vedere due foto, scattate quasi di nascosto, che raffiguravano Gianni, col capello scaruffato ed il mitra in mano...caxxo faceva paura...della serie l'abito non fa il monaco e mai sottovalutare le persone. Un eroe da romanzo insomma, o diremmo oggi da serie tv.
  9. #119
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    Re: IL COMANDANTE GIANNI

    Allegato 171520

    Gianni è quello a destra che impugna il mitra con la mano destra, l'orologio al polso sinistro, me lo ha regalato prima di lasciarci. Questa foto è celebre e si vede spesso. Fu scattata da un soldato australiano.

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