Palermo, 31 maggio 2009 - Per il secondo giorno consecutivo decine di cassonetti sono stati bruciati in quasi tutti i quartieri di Palermo. La gente esasperata dai cattivi odori è preoccupata per l’insorgere di malattie, e anche l’intervento di gruppi di teppisti, ha costretto i vigili del fuoco a lavorare sodo da ieri sera fino a questa mattina. Circa duecento i contenitori per la raccolta dei rifiuti solidi urbani e campane per la raccolta differenziata andati in fumo.
Su segnalazione di residenti e di automobilisti i vigili del fuoco sono intervenuti sia in strade del centro che in arterie di periferia. Tra l’altro sono stati bruciati cassonetti e cumuli di rifiuti a poca distanza da piazza Politeama, il «salotto» del capoluogo isolano. Davanti al Municipio di Palermo, intanto, stazionano 400 manifestanti che attendono l’esito di una delibera circa l’aumento della tassa per i rifiuti e che vede consiglieri comunali in una contrapposizione senza fine. Davanti al portone d’ingresso del Municipio stazionano poliziotti, carabinieri e vigili urbani dopo che nei giorni scorsi alcuni consiglieri comunali erano stati aggrediti da alcuni manifestanti.
I disagi sono esplosi con l’agitazione decisa dagli operatori dell’Amia, l’azienda per lo smaltimento dei rifiuti. Il tutto mentre in consiglio comunale è in è in corso una vera battaglia politica sull’aumento della tassa sui rifiuti, previsto in una delibera della giunta di centrodestra guidata dal sindaco Diego Cammarata.
Tra alcuni consiglieri di maggioranza e di opposizione si è sfiorata la rissa, dopo che la proposta di far svolgere la seduta a porte aperte. Davanti al municipio, in piazza Pretoria, manifestazione con circa 400 persone, tra operatori dell’Amia, dipendenti di società collegate e raccoglitori di ferro e cartone. Presenti le forze dell’ordine in tenuta anti-sommossa. Nell’aula consiliare è presente una delegazione di sindacalisti.




Colonnello C.te
Maggiore
