10° anniversario

Ricordo con affetto un uomo particolare, con le sue battute è con i suoi calzini colorati, sto parlando del presidentissimo Costantino Rozzi

1968 entra nell'Ascoli diventandone Presidente il 4 giugno.
La Del Duca Ascoli è 8^in classifica, in serie C, dietro a Sambenedettese e Maceratese e davanti ad Anconitana, Vis Pesaro e Jesi.


La prima partita da Presidente è Arezzo-Ascoli(1-0) l'8.6.66 con questa formazione: Maestri, Camaioni, Capelli, Guzzo, Salvato, Sciccolone, Gasparini, Beccaccioli, Dolgan, Vivani, De Mecenas. Allenatore: Da Costa.


A fine campionato la Del Duca Ascoli si piazza 8^ a pari punti (39) con l'Anconitana. Davanti a loro la Sambenedettese (5^ con 46p.) e la Maceratese (7^ con 41p.). Il campionato è vinto dal Cesena con 51 punti.
Il 26.6.68 Rozzi ingaggia il suo primo allenatore: è Evaristo Malavasi, dopo che, come riportano le cronache, il 20/6/68 "l'allenatore bianconero Da Costa in un incontro col Presidente Rozzi ha avuto l'ulteriore promessa della sua riconferma per la prossima stagione". La riconferma, spiegherà Rozzi, non è stata possibile per l'impossibilità dell'ex giocatore brasiliano di sedere in panchina o conseguire il patentino di allenatore.


18/08/68 E' la data del primo derby con la Sambenedettese, una partita amichevole al "Ballarin" di San Benedetto.
Vince l'Ascoli 1-0 con goal di Gasparini al 20'p.t.. Rozzi era già chiamato "Il Presidentissimo".


19/11/68 Il suo primo esonero. Al posto di Malavasi subentra il vice Pandolfi.


29/11/68 E' la data dell'insediamento in panchina, per la prima volta, di Carlo Mazzone.


Febbraio 1969 La prima squalifica: 40 giorni per incidenti avvenuti in Del Duca-Massese.


Al termine del campionato 1968/69 proclama:"Scriva pure che nella prossima stagione la Del Duca punterà decisamente alla serie B".(giugno 1969).Invece la Del Duca arriverà terza con 45 punti. Ma la sfida è lanciata.


Nel gennaio 1970 torna Mazzone in panchina (esonerato Eliani) e comincia il lustro trionfale che porterà alle promozioni dalla C alla B (1971/72) e dalla B alla A appena due anni dopo (1973/74).


Intanto il 2 ottobre 1971 l'Ascoli "riprende" il proprio nome, abbandonando la denominazione "Del Duca Ascoli".Rozzi dice:"Possiamo dire che lo scomparso patron (Cino Del Duca, ndr) ha adottato la società in fasce; l'ha condotta per mano nel suo sviluppo, dagli anni oscuri della promozione. Ora che la società è cresciuta ed è capace di badare a se stessa, Madame Del Duca la lascia andare per la sua strada".
La data della promozione in serie B è domenica 28 maggio 1972, dopo la vittoria contro il Parma per 4-0. Mario Vivani, uno degli artefici di questo successo, confida: "Ora la mia più grande aspirazione è di andare in A con l'Ascoli. Il Presidente Rozzi ci ha promesso l'anno scorso di arrivarci in tre anni. In B ci siamo già. Dunque....".


Il 3 luglio 1972 Rozzi lancia l'Ascoli Calcio Società per Azioni.


Il 9 giugno 1974 si realizza il sogno: l'Ascoli conquista la serie A. E Rozzi dice: "La mia soddisfazione per questo stupendo traguardo credo che non abbia pari. Sono commosso e non ho parole per esprimere quello che sto provando. Sono felice. Abbiamo lottato contro tutto e tutti, la soddisfazione di essere riusciti ci riempie di maggiore orgoglio".


Nel marzo del 1975 si dimette in blocco il Consiglio di amministrazione dell'Ascoli Calcio. Resta in carica solo Rozzi. Ecco la motivazione di un gesto tanto clamoroso:"Come ferma e civile protesta alle ripetute manifeste ed inconfutabili violazioni dei diritti sportivi dell'Ascoli Calcio". E' un caso a livello nazionale, il primo "ruggito" dell'Ascoli targato Rozzi contro la sudditanza psicologica degli arbitri che penalizzano le piccole società. A proposito di gesti clamorosi, il 23 febbraio 1976 Rozzi invia a Giuseppe Ferrari Agradi, presidente della CAN (Commissione Arbitrale Nazionale) un telegramma con il quale si chiede la radiazione dell'arbitro Pasquale Gialluisi, vero "persecutore" dell'Ascoli.


E' del giugno 1976 una delle pagine più amare della storia calcistica di Costantino Rozzi. La Lazio è sotto processo per una vicenda di illecito e Rozzi è arcisicuro che la società capitolina verrà condannata permettendo così il ripescaggio dell'Ascoli dal terzultimo posto in classifica. Invece la Lazio viene assolta, e lui dichiara:"Mi rifiuto di pensare che anche in un processo che dovrebbe essere un atto serio e responsabile si tenga conto di certe cose.Il ritornello di sempre: una "grande" contro una "provinciale", motivi di interesse, di potenza ed altro. Ma allora che lo dicano chiaro e tondo....".


Il 6 gennaio 1977 dopo un Ascoli - Cagliari 1-1 l'arbitro milanese Ruggero Mascia subì un assedio senza precedenti negli spogliatoi del "Del Duca". Fu liberato dalla polizia solo all'una di notte, quando dovette comunque fuggire; davanti allo stadio erano arrivate a radunarsi fino a tremila persone... L'Ascoli subì una mega-squalifica del campo:cinque giornate, poi ridotte a tre ed infine a due.


Il 3 marzo dello stesso anno Rozzi dà le dimissioni, spiegandole così:"Io ho agito sempre per il bene dell'Ascoli, ma qualcuno è convinto del contrario. A questo punto non mi resta che mollare tutto e andarmene". Erano dimissioni "strumentali", fatte per squotere tutto l'ambiente, tanto che a distanza di dieci giorni erano già rientrate e Rozzi il 15 marzo disse:" Sapete benissimo che sono stato sempre dentro la società. Non l'ho mai abbandonata".


Nell'aprile 1978, a sette giornate dalla fine, sconfiggendo il Bari per 2-0, l'Ascoli torna trionfalmente in serie A. E' il famoso campionato dei records. Rozzi è al settimo cielo:"In serie A ci resteremo per almeno trent'anni. E non scherzo"!


Ad Hamilton, in Canada, il 22 giugno 1980 l'Ascoli vince "The Red Leaf Cup" torneo internazionale cui parteciparono anche Ranger Glasgow (Scozia, sconfitti in finale 1-0), Nancy (Francia) e Botafogo (Brasile).


Nell'ottobre del 1980 Costantino Rozzi è per la prima volta ospite della trasmissione di Raitre "Il Processo del Lunedì", condotto da Aldo Biscardi. La sua schiettezza e simpatia conquistano tutti. A volte le sue sfuriate sono terribili, ma lo stesso Biscardi cercherà di averlo in trasmissione il più possibile.


Il 14 giugno 1981 l'Ascoli si aggiudica il "Torneo di Capodanno", organizzato per consentire alle squadre di serie A di giocare nel periodo post-natalizio in cui la Nazionale era impegnata in una tournée. La finale però viene disputata al termine del campionato ed al "Del Duca" la Juventus viene sconfitta per 2-1.


Un altro successo arriva nella stagione 1986/87 quando l'Ascoli si aggiudica la Mitropa Cup


Una pagina dolorosissima per l'Ascoli e per Rozzi in particolare; dopo Ascoli-Inter del 9 ottobre 1988 Nazzareno Filippini, tifoso bianconero, resta vittima di incidenti coi tifosi avversari. Morirà dieci giorni dopo, e dopo i funerali Rozzi dirà:"Non me la sento di andare avanti così. Di fronte a questi episodi luttuosi chi come me crede ancora nei valori dello sport si sente crollare il mondo addosso. No, così non può andare avanti".


Gli anni '90 vedono un Rozzi un po' più distaccato dal mondo del calcio. L'Ascoli tornerà per l'ultima volta (finora...) in serie A nel 1991, ma non è certo una buona annata. Il Presidente si riavvicina molto alla squadra proprio nella sua ultima stagione (1994/95), quando per la prima volta nella sua storia l'Ascoli naviga nelle posizioni di coda della serie B.


Il 18 dicembre 1994 poco dopo il fischio di chiusura di una partita vittoriosa della sua squadra, il Presidente Rozzi muore, ed entra nella leggenda del club bianconero.