Come sempre ogni anno, in mostruoso ritardo, mi accingevo di mala voglia alla penosa esperienza della compilazione del modello 730: uno dei compiti che in assoluto odio di più fare.
È una cosa più forte di me, ma ogni volta che prendo in mano il modello con le istruzioni per la compilazione del 730, mi sembra di avvicinarmi ad un mondo ostile i cui misteri non riesco a penetrare, per quanti sforzi faccia. Mi risulterebbe molto più semplice avvicinarmi al linguaggio esoterico e criptico della Cabala, che capire le ragioni contorte che hanno spinto gli autori del 730 a scrivere in quel modo assolutamente incomprensibile, e pensato appositamente per far commettere errori o costringere i malcapitati chiedere consigli ad un commercialista.
Bisogna che mi rassegni: io e il mondo della burocrazia siamo assolutamente inconciliabili.
Ma questa volta, mentre mi addentravo nei misteri del 730, mi è caduto l’occhio su alcuni dettagli che vale la pena di raccontare.
La voce è quella relativa al punto 5.6 Quadro E - Oneri e spese. Ed esattamente il paragrafo Altri oneri per i quali spetta la detrazione (righi E15, E16 e E17) la cui trattazione inizia a pagina 26 della guida.
Qui inizia un elenco lunghissimo di voci e relativi codici.
L’unica che mi riguarda è quella contraddistinta dal codice 27: «spese sostenute dai genitori per il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido per un importo complessivamente non superiore a euro 632 annui per ogni figlio»
Controllo le ricevute: si tratta di 6 mesi di asilo nido alla modica cifra di 190 euro mensili (e mi è andata anche bene, perché ho due figlie, e l’importo era sceso rispetto all’anno precedente) più un mese di nido estivo a luglio, di 230 euro: totale 1.370 euro.
Mi dico: «Mi è andata anche bene, 632 euro sono meglio che niente, rispetto all’anno precedente, che pagavo 230 euro al mese. E c’è gente che ha un solo figlio che arriva a pagare anche 500 euro al mese negli asili nido privati!»
Poi scorro distrattamente l’elenco degli altri oneri per i quali spetta la detrazione, e lì scopro che avere un cane, in proporzione, è più conveniente che avere un figlio, visto che il cane non lo porti nemmeno a scuola!
Incazzato come una bestia, è il caso di dirlo, inizio a leggere l’elenco degli altri oneri detraibili, e scopro delle cose oscene e ignobili.
- Codice “25”: sono detraibili nel limite massimo di euro 387,34, le spese veterinarie sostenute per la cura di animali legalmente detenuti a scopo di compagnia o per pratica sportiva.
Ma che stato democratico è mai quello in cui puoi detrarre solo 632 euro annui per le spese dell’asilo nido di tuo figlio, ma invece puoi detrarre 397 euro per le spese veterinarie del tuo cane, e addirittura ben 103.291,38 euro (la voce più alta, guarda caso!) per erogazioni in denaro a favore dei partiti politici?
- Codice “15”: sono detraibili le erogazioni liberali in denaro a favore dei movimenti e partiti politici comprese tra un importo minimo di euro 51,65 e un importo massimo di euro 103.291,38.
- Codice “16”: sono detraibili le erogazioni liberali, per un importo non superiore a euro 2.065,83 a favore delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS), delle iniziative umanitarie, religiose o laiche, gestite da fondazioni, associazioni, comitati ed enti…
- e così via… in un crescendo di prese per il culo.
E poi si lamentano che le famiglie italiane non fanno abbastanza figli!




Magg. C.te
Generale
Colonnello C.te

