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Discussione: L'angolo delle Relazioni Umane
  1. #1
     Maresciallo
     
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    L'angolo delle Relazioni Umane

    Essendo un educatore professionale temo che gli argomenti di mia specifica competenza siano troppo delicati per essere affrontati in un forum pubblico. D'altra parte, sarebbe deontologicamente poco corretto cercare di dare anche solo pareri senza avere tutti i dati indispensabili per eprimerli.
    Quindi ho deciso di aprire un "angolo delle relazioni umane".

    Come "consulenti" credo possa assorbire tutte quelle categorie di professionisti del "sociale" (psicologi, pedagogisti, sociologi ecc.) in modo compatibile con i limiti professionali che il "virtuale" impone.

    Come "interlocutori" ............. TUTTIIIIIII !!!!!!!!!!
    :o
    Se puoi sognarlo,
    puoi farlo...

    (Walt Disney)
    geomag non è in linea
  2. #2
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    Niente di terribile Francè...

    si chiama "TRANSFER", magari nel tuo caso è anche un po' PRECOX... però vedrai che lo superi...

    Tipi di relazione analista-cliente

    1. Alleanza operativa
    2. Relazione di Transfert/Controtransfert
    3. Relazione evolutivamente necessaria o riparatrice
    4. Relazione tra persona e persona
    5. Relazione transpersonale

    L'alleanza operativa è un concetto che già compare nella teoria psicoanalitica, viene inteso come contratto o accordo, esplicito e implicito tra terapeuta e cliente. È la prima relazione che deve essere realizzata per iniziare a lavorare (comporta obiettivi, compiti, impegni ecc.). E' costituita da empatia, calore, considerazione. È anche la fase iniziale del contratto, ma va al di là dello stesso comprendendo anche le aspettative implicite inconsce del paziente e del terapeuta. Questo concetto di alleanza operativa è un cardine della teoria e della metodologia analitico-transazionale.

    Sulla relazione di transfert esiste come tutti sappiamo una consistente ricerca teorica e metodologica. A volte, anche con esiti contraddittori. Le radici etimologiche significano "trasportare" e con ciò si apre un ventaglio di opinioni su ciò che viene trasportato (comportamenti, affetti, relazioni, emozioni, informazioni). Nell'uso più comune e allargato trasportare informazioni dal passato al futuro significa apprendimento. Per P. Clarkson il transfert è ovunque ed è inevitabile "In ogni psicoterapia, qualunque ne sia l'orientamento il transfert può essere consentito (io dico esiste), stimolato, interrotto, evitato o minimizzato a seconda della diagnosi e dei bisogni del paziente".

    La relazione evolutivamente necessaria o riparatrice è creata dal terapeuta che fornisce una relazione o azione correttiva riparatrice o nutriente laddove il comportamento dei genitori è stato carente, abusivo o iperprotettivo.
    La regressione, che viene favorita dal setting terapeutico è un fenomeno che può essere considerato come una difesa o una resistenza, ma anche un modo per cercare una nuova opportunità, per riandare indietro e mettere le cose diversamente (ridecidere in base ad una diversa lettura degli avvenimenti) e quindi avere una nuova progettualità. Questo aspetto della regressione e della ridecisione costituiscono gli aspetti fondamentali teorico-metodologici della terapia analitico transazionale secondo la scuola gouldinghiana. La relazione evolutivamente necessaria o riparatrice significa offrire un'esperienza diretta, diventare il genitore del paziente-bambino, il che non significa dare consigli e istruzioni, ma soprattutto offrire vicinanza, comprensione, supporto.
    La regressione di questo tipo può essere spontanea, ma anche agevolata o addirittura contrattata. Le due relazioni precedenti, secondo P. Clarkson, sono in antitesi e non possono coesistere, perché la relazione di transfert è tesa a illuminare o spiegare uno schema o una relazione del passato, l'altra, quella riparatrice, introduce un'esperienza nuova vissuta nel qui ed ora.

    La relazione tra persona e persona, è una relazione reale, opposta concettualmente alla relazione oggettuale. A volte è stata sopravalutata l'influenza di avvenimenti esterni sulla guarigione (innamoramento, posto di lavoro, gratificazioni varie ecc.). Altre volte è stata invece sottovalutata l'importanza di eventi che avvengono dentro lo studio o fuori, ma che coinvolgono terapeuti e pazienti come persone reali (per esempio il fatto che il terapeuta abbia perso un bambino, che si sposi, che vinca un premio ecc.).

    La relazione transpersonale, "è la faccia senza tempo della relazione terapeutica che si riferisce alla dimensione spirituale della relazione guaritrice" (Clarkson, 1995).
    Nell'approccio umanistico-esistenziale questa dimensione ha a che fare con il trascendente e con la spiritualità. Qualcuno (Groff in Clarkson, 1995) parla di una espansione che porta la coscienza al di là dei normali confini dell'Io e al di là dei limiti di tempo e/o spazio.
    Nello studio della relazione terapeutica della Clarkson emergono alcuni aspetti di particolare interesse.
    Il primo è lo sforzo di sistematizzare il concetto di relazione terapeutica e di darle dei contenuto precisi sia teorici che metodologici. Inoltre, l'autrice sostiene che da una fase di chiusura e di competizione dei vari approcci psicoterapeutici (dove permaneva e, in parte ancora permane, l'idea di un tipo di relazione unico o prevalente in coerenza con la teoria dell'approccio stesso), si sta passando ad un sistema più aperto e duttile. Tanto è vero che la Clarkson parla di una possibile integrazione tra i diversi tipi di relazione.
    Personalmente ritengo che ciò sia attuabile più a livello formativo che applicativo. Ossia, se un terapeuta, al di là della specifica scuola seguita, conosce più stili relazionali di intervento ha certamente degli strumenti operativi maggiormente articolati. La mia perplessità rimane invece su un concetto di integrazione più strutturale che punti ad arrivare ad una forma unificata di psicoterapia. In questo momento ciò potrebbe costituire una spinta integrativa che rifiuta la diversità. La totalità o l'esigenza della totalizzazione costituiscono gli ideali del pensiero occidentale attuale: integrare, unificare, totalizzare come se lo spirito non potesse tranquillizzarsi e trovare una soddisfazione se non attraverso le sintesi riappacificatrici.



    We are the sons and daughters of all the freedom fighters.
    And there are still many rivers to cross.
    Hands in the air, screaming loud and clear for freedom, justice and equality.
    There is no black or white, there is only right and wrong.
    We are unknown heros, we are flesh and we are blood.
    We are the great future.
    We need to get back to the joy of living.
    We are five fingers of an empty hand.
    But together, we can also be the fist.
    Sometimes change can be as simple as two hands reaching for one another.
    Clap your hands.


    highlander non è in linea
  3. #3
     Maresciallo
     
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    L'angolo delle Relazioni Umane

    ...
geomag non è in linea
  • #4
     Generale
     SM in congedo
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    BENVENUTA CECINAAAAA

    Vedo che Francè non Ti ha portato la torta ai pinoli (vabbè, l'ha portata solo a Chaka..... ruffianaccio che non è altro ).....

    Benvenuta nello studio associato e buon lavoro..... ho visto che il Tuo primo caso è gia una bella rogna.

    Vita mortal mi piacque, e non umana, si c'a mul chi fui. Son Vanni Fucci, bestia, e Pistoia mi fu degna tana. Dante (inferno XXIV)

    Federico Flori. Pistoiese di Pistoia
    ghigopt non è in linea
  • #5
     Maresciallo
     
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    ehehehhehehehe ........ certo poteva iniziare con un caso un pò più semplice ma c'è rimedio a tutto!!!!
    Poi è già arrivato quel "secchione" di Ceretti a darmi una mano!!!!!

    A che ora è la pausa APERITIVO?????? C'è un barettino qui sotto ......... niente male ......... ci sono anche un sacco di stuzzichini!!!!!
    geomag non è in linea

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