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Discussione: La disabile reclama il suo posto? Gomme tagliate, e mica una volta sola!
  1. #1
     T. Col. C.te
     
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    La disabile reclama il suo posto? Gomme tagliate, e mica una volta sola!

    Un grosso bacio alla magnifica Rebecca!

    Gomme tagliate per quattro volte: «Pregiudizi contro la mia Rebecca»
    La mamma della piccola tetraplegica: parcheggiano sul mio posto riservato e se chiamo i vigili si vendicano. »


    MILANO - Via Stoppani 15. I copertoni tagliati, due gomme a terra. Niente asilo, oggi. Rebecca non perde il sorriso, gira la sua Pegasus, la carrozzina elettrica rosa fucsia che guida con un joystick pieno di «appiccichini», e punta al portone di casa. Ormai sa come va a finire in questi casi. È la quarta volta che succede in pochi mesi. Mamma trova occupato il «suo» posto invalidi numerato, è costretta a chiamare i vigili e il carro attrezzi per farlo liberare e il giorno dopo, l'incredibile vendetta. Gomme a terra, auto rigata sulle due fiancate. Rebecca bloccata a casa. Giornata persa anche per la mamma. Oltre alla spesa e al tempo necessari per la riparazione. Il contraccolpo più pesante è «la cattiveria dei milanesi». «L'ho scoperta con la malattia di Rebecca. La gente ha paura della sofferenza. E se ne frega degli altri. Milano è intollerante. Oltre che poco attrezzata per i disabili», è lo sfogo legittimo di Elena Muserra, pierre di moda, moglie di Luca, private banker, e mamma di una bimba con un dono speciale, un sorriso travolgente, e poi lo sguardo dolcissimo, e tutta la grinta che le serve.

    Racconta Elena: «Rebecca è nata perfettamente sana, ha sgambettato fino a cinque mesi, poi sembrava impigrita. La diagnosi è arrivata subito, violenta: "sma2", atrofia muscolare spinale. È una malattia genetica, grave e rara, blocca i movimenti. Oggi ha cinque anni Rebecca, fa la vita che fanno i suoi coetanei, a parte la fisioterapia del mercoledì. Il suo problema è solo motorio, in altre città, più attrezzate per i disabili, la sua e la nostra vita sarebbe meno complicata». Martedì pomeriggio Rebecca è venuta al Corriere della Sera, il sindaco incontrava i milanesi, lei ha chiesto di partecipare. Quando le hanno avvicinato il microfono ha chiesto decisa a Giuliano Pisapia che cosa intendesse fare per superare il problema delle barriere architettoniche «non solo per me, per tutti i bambini in carrozzella».

    Lui si è impegnato. Difficile dimenticarsi Rebecca. Lei è uscita da via Solferino sfrecciando a «velocità cinque», massima, sulla sua Pegasus. Soddisfatta? «A metà. Volevo farne due di domande - dice Rebecca -. La seconda è quella della nonna: abita a Sesto, ci potrei andare in metropolitana con la mia tata. Ma io in metro non ci posso andare, non ci sono ascensori né servoscala. Ecco, volevo chiedere al sindaco di aiutarci, per poter andare in giro». Ma l'elenco dei desideri è molto più lungo. Lo snocciola punto per punto, pacata e forte, mamma Elena: sono i marciapiedi con scivolo perennemente bloccati per sosta selvaggia. Sono i posti per disabili numerati occupati, anche dai disabili non gravi. («E devono essere persone con falsi pass, altrimenti lo saprebbero che i numerati sono per i casi come il nostro»). Sono gli ascensori che non ci sono. I vecchi tram arancioni che Rebecca non può prendere. Le gite di classe fatte dove guarda caso ci sono mille gradini e nessuno se ne è preoccupato.

    Sono le rampe che mancano quasi sempre, anche nelle scuole e negli asili. Sono la maestra di sostegno e gli assistenti che ci sono, forse, non sempre, non per tutto il tempo scuola («A noi è successo, un giorno ci hanno comunicato che la nostra maestra era da "condividere"»). I De Luca non mollano. Elena e Luca quando la loro bambina non aveva ancora un anno hanno fondato Smarathon, per la raccolta fondi. Rebecca è più di una testimonial. «Abbiamo comprato il dual sky per la scuola sci di Predazzo, per far sciare i bambini come me - spiega -. Poi facciamo la maratona e i soldi ci servono per trovare la cura della mia malattia».

    corriere.it
    Anche l'odio contro la bassezza stravolge il viso.
    Anche l'ira per l'ingiustizia fa roca la voce.
    Noi, che abbiamo voluto apprestare il terreno alla gentilezza,
    noi non si poté essere gentili.
    Ma voi, quando sarà venuta l'ora
    che all'uomo un aiuto sia l'uomo,
    pensate a noi, con indulgenza.
  2. #2
     T. Col. C.te
     
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    Re: La disabile reclama il suo posto? Gomme tagliate, e mica una volta sola!

    I commenti dei lettori

    rilevatori ottici 30.06|19:34
    Aryann
    Visto che siamo in Italia e che è praticamente inutile parlare di senso Civico (meno che mai di giustizia e pena per questi ignoranti energumeni che compiono tali atti) l'unico modo certo per garantire il sacrosanto diritto del disabile ad usufruire del Proprio posto auto, è installare rilevatori ottici, in corrispondenza del posto assegnato al disabile, che leggano o il codice del contrassegno o direttamente la targa.... e se chi non ha diritto ci parcheggia dovrebbe suonare una sirena e dovrebbe scattare il linciaggio civico visto che se aspettiamo i vigili stiamo freschi....

    maleducazione 30.06|19:31
    sy250273
    Non solo questa gente parcheggia in un posto riservato, ma quando vengono beccati si vendicano pure? Ma la decenza umana proprio non esiste piu'?

    La società disintegrata 30.06|19:26
    ILO1962
    L'Italia si sta disintegrando. E' venuto meno, nel sentire comune, il senso del pudore, inteso nel senso più nobile del termine: la vergogna che si dovrebbe provare nel compiere il male, nell'esercitare il peggio di sè. Tagliare le gomme ad una handicappata dopo averle occupato abusivamente il posto è il ritorno alla barbarie, alla sopraffazione sugli indifesi, alla legge vigliacca del più forte. A chi chiedere aiuto? Chi dovrebbe vigilare è spesso in ufficio fra le scartoffie: quanti vigili sono in pattuglia, percentualmente, sul numero totale dei 'ghisa'? E perché le macchine in sosta nei parcheggi per handicappati non vengono quasi mai multate? La certezza dell'impunità alimenta la prepotenza.

    Ai genitori e alla bambina, tutto il mio rispetto 30.06|19:20
    bianco rosso
    Il mondo di oggi è molto incivile. Parlo di una situazione che le persone invalide devono sostenere ogni giorno, vedi le barriere architettoniche che devono superare. Loro non hanno una vita normale e, queste cose non fano altro che evidenziare la rabbia che avranno dentro!!! Nulla al loro cospetto, ma basti pensare a quanto noi ci arrabbiamo se troviamo una macchina davanti al saliscendi di un marciappiede e siamo in giro con il carrozzino del nostro figlioletto.
  3. #3
     Magg. C.te
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    Re: La disabile reclama il suo posto? Gomme tagliate, e mica una volta sola!

    Quote photosphera ha scritto: Visualizza il messaggio
    Un grosso bacio alla magnifica Rebecca!

    Gomme tagliate per quattro volte: «Pregiudizi contro la mia Rebecca»
    La mamma della piccola tetraplegica: parcheggiano sul mio posto riservato e se chiamo i vigili si vendicano. »


    MILANO - Via Stoppani 15. I copertoni tagliati, due gomme a terra. Niente asilo, oggi. Rebecca non perde il sorriso, gira la sua Pegasus, la carrozzina elettrica rosa fucsia che guida con un joystick pieno di «appiccichini», e punta al portone di casa. Ormai sa come va a finire in questi casi. È la quarta volta che succede in pochi mesi. Mamma trova occupato il «suo» posto invalidi numerato, è costretta a chiamare i vigili e il carro attrezzi per farlo liberare e il giorno dopo, l'incredibile vendetta. Gomme a terra, auto rigata sulle due fiancate. Rebecca bloccata a casa. Giornata persa anche per la mamma. Oltre alla spesa e al tempo necessari per la riparazione. Il contraccolpo più pesante è «la cattiveria dei milanesi». «L'ho scoperta con la malattia di Rebecca. La gente ha paura della sofferenza. E se ne frega degli altri. Milano è intollerante. Oltre che poco attrezzata per i disabili», è lo sfogo legittimo di Elena Muserra, pierre di moda, moglie di Luca, private banker, e mamma di una bimba con un dono speciale, un sorriso travolgente, e poi lo sguardo dolcissimo, e tutta la grinta che le serve.

    Racconta Elena: «Rebecca è nata perfettamente sana, ha sgambettato fino a cinque mesi, poi sembrava impigrita. La diagnosi è arrivata subito, violenta: "sma2", atrofia muscolare spinale. È una malattia genetica, grave e rara, blocca i movimenti. Oggi ha cinque anni Rebecca, fa la vita che fanno i suoi coetanei, a parte la fisioterapia del mercoledì. Il suo problema è solo motorio, in altre città, più attrezzate per i disabili, la sua e la nostra vita sarebbe meno complicata». Martedì pomeriggio Rebecca è venuta al Corriere della Sera, il sindaco incontrava i milanesi, lei ha chiesto di partecipare. Quando le hanno avvicinato il microfono ha chiesto decisa a Giuliano Pisapia che cosa intendesse fare per superare il problema delle barriere architettoniche «non solo per me, per tutti i bambini in carrozzella».

    Lui si è impegnato. Difficile dimenticarsi Rebecca. Lei è uscita da via Solferino sfrecciando a «velocità cinque», massima, sulla sua Pegasus. Soddisfatta? «A metà. Volevo farne due di domande - dice Rebecca -. La seconda è quella della nonna: abita a Sesto, ci potrei andare in metropolitana con la mia tata. Ma io in metro non ci posso andare, non ci sono ascensori né servoscala. Ecco, volevo chiedere al sindaco di aiutarci, per poter andare in giro». Ma l'elenco dei desideri è molto più lungo. Lo snocciola punto per punto, pacata e forte, mamma Elena: sono i marciapiedi con scivolo perennemente bloccati per sosta selvaggia. Sono i posti per disabili numerati occupati, anche dai disabili non gravi. («E devono essere persone con falsi pass, altrimenti lo saprebbero che i numerati sono per i casi come il nostro»). Sono gli ascensori che non ci sono. I vecchi tram arancioni che Rebecca non può prendere. Le gite di classe fatte dove guarda caso ci sono mille gradini e nessuno se ne è preoccupato.

    Sono le rampe che mancano quasi sempre, anche nelle scuole e negli asili. Sono la maestra di sostegno e gli assistenti che ci sono, forse, non sempre, non per tutto il tempo scuola («A noi è successo, un giorno ci hanno comunicato che la nostra maestra era da "condividere"»). I De Luca non mollano. Elena e Luca quando la loro bambina non aveva ancora un anno hanno fondato Smarathon, per la raccolta fondi. Rebecca è più di una testimonial. «Abbiamo comprato il dual sky per la scuola sci di Predazzo, per far sciare i bambini come me - spiega -. Poi facciamo la maratona e i soldi ci servono per trovare la cura della mia malattia».

    corriere.it
    La volta successiva io non chiamo i vigili, prendo a noleggio...


    [TUBE]http://www.youtube.com/v/KwB1ecb3huo&feature=related[/TUBE]
    E AGISCO!


    Naturalmente dipinto di Rosso!
  4. #4
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    Re: La disabile reclama il suo posto? Gomme tagliate, e mica una volta sola!

    Quote photosphera ha scritto: Visualizza il messaggio
    Un grosso bacio alla magnifica Rebecca!

    Gomme tagliate per quattro volte: «Pregiudizi contro la mia Rebecca»
    La mamma della piccola tetraplegica: parcheggiano sul mio posto riservato e se chiamo i vigili si vendicano. »


    MILANO - Via Stoppani 15. I copertoni tagliati, due gomme a terra. Niente asilo, oggi. Rebecca non perde il sorriso, gira la sua Pegasus, la carrozzina elettrica rosa fucsia che guida con un joystick pieno di «appiccichini», e punta al portone di casa. Ormai sa come va a finire in questi casi. È la quarta volta che succede in pochi mesi. Mamma trova occupato il «suo» posto invalidi numerato, è costretta a chiamare i vigili e il carro attrezzi per farlo liberare e il giorno dopo, l'incredibile vendetta. Gomme a terra, auto rigata sulle due fiancate. Rebecca bloccata a casa. Giornata persa anche per la mamma. Oltre alla spesa e al tempo necessari per la riparazione. Il contraccolpo più pesante è «la cattiveria dei milanesi». «L'ho scoperta con la malattia di Rebecca. La gente ha paura della sofferenza. E se ne frega degli altri. Milano è intollerante. Oltre che poco attrezzata per i disabili», è lo sfogo legittimo di Elena Muserra, pierre di moda, moglie di Luca, private banker, e mamma di una bimba con un dono speciale, un sorriso travolgente, e poi lo sguardo dolcissimo, e tutta la grinta che le serve.

    Racconta Elena: «Rebecca è nata perfettamente sana, ha sgambettato fino a cinque mesi, poi sembrava impigrita. La diagnosi è arrivata subito, violenta: "sma2", atrofia muscolare spinale. È una malattia genetica, grave e rara, blocca i movimenti. Oggi ha cinque anni Rebecca, fa la vita che fanno i suoi coetanei, a parte la fisioterapia del mercoledì. Il suo problema è solo motorio, in altre città, più attrezzate per i disabili, la sua e la nostra vita sarebbe meno complicata». Martedì pomeriggio Rebecca è venuta al Corriere della Sera, il sindaco incontrava i milanesi, lei ha chiesto di partecipare. Quando le hanno avvicinato il microfono ha chiesto decisa a Giuliano Pisapia che cosa intendesse fare per superare il problema delle barriere architettoniche «non solo per me, per tutti i bambini in carrozzella».

    Lui si è impegnato. Difficile dimenticarsi Rebecca. Lei è uscita da via Solferino sfrecciando a «velocità cinque», massima, sulla sua Pegasus. Soddisfatta? «A metà. Volevo farne due di domande - dice Rebecca -. La seconda è quella della nonna: abita a Sesto, ci potrei andare in metropolitana con la mia tata. Ma io in metro non ci posso andare, non ci sono ascensori né servoscala. Ecco, volevo chiedere al sindaco di aiutarci, per poter andare in giro». Ma l'elenco dei desideri è molto più lungo. Lo snocciola punto per punto, pacata e forte, mamma Elena: sono i marciapiedi con scivolo perennemente bloccati per sosta selvaggia. Sono i posti per disabili numerati occupati, anche dai disabili non gravi. («E devono essere persone con falsi pass, altrimenti lo saprebbero che i numerati sono per i casi come il nostro»). Sono gli ascensori che non ci sono. I vecchi tram arancioni che Rebecca non può prendere. Le gite di classe fatte dove guarda caso ci sono mille gradini e nessuno se ne è preoccupato.

    Sono le rampe che mancano quasi sempre, anche nelle scuole e negli asili. Sono la maestra di sostegno e gli assistenti che ci sono, forse, non sempre, non per tutto il tempo scuola («A noi è successo, un giorno ci hanno comunicato che la nostra maestra era da "condividere"»). I De Luca non mollano. Elena e Luca quando la loro bambina non aveva ancora un anno hanno fondato Smarathon, per la raccolta fondi. Rebecca è più di una testimonial. «Abbiamo comprato il dual sky per la scuola sci di Predazzo, per far sciare i bambini come me - spiega -. Poi facciamo la maratona e i soldi ci servono per trovare la cura della mia malattia».

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    Dal titolo, verrebe voglia di tagliare le "bolas" a chi ha causato tutto questo...

    Ma c'è sempre un "MA" e un "SE" come c'è sempre un "WY" ed un "BECAUSE".

    Parlo per esperienza diretta.

    Mio padre nel 1987 ebbe un ictus con paralisi totale della parte destra e nonostante nel tempo (terapie a pagamento) si era un po' ripreso, circa 10 anni dopo ebbe la ricaduta (preventivata) e diventò non più autosufficiente.

    Mia sorella fece tutto l'iter inerente l'invalidità...un calvario...ed in questo iter assegnarano a mio padre il contrassegno per gli invalidi.

    Logicamente il tutto a pagamento e dopo anni di litigi con la Pubblica Amministrazione (questo fantasma).

    Nella tassa che pagava mia sorella (a sua insaputa), c'era anche uno spazio di parcheggio apposito per gli invalidi, appositamente predisposto nelle immediate vicinanze del domicilio dell'invalido.

    Un bel giorno arrivarono quelli del Comune di Roma e, proprio sotto casa di mio padre, disegnarano tre strisce gialle che delimitavano il parcheggio di una autovettura con tanto di cartello per posteggio per invalidi.

    Mia sorella contattò il Comune per rimuoverlo perchè non voleva avere problemi con gli altri 5 condomini che bitavano nella palazzina. Il Comune rispose che il posto riservato era stato fatto ai sensi di legge per un invalido civile al 100%, certificato da svariate viste medico-legali. Il Comune (Funzionario addetto) ha aggiunto che quel parcheggio comunque era pagato dalle tasse che mia sorella versava reglarmente per l'invalidità di mio padre.

    Le prime reazioni dei 5 condomini, sono state queste:

    -Eh! Ma Salvatore (così si chiamava mio padre) non esce mai di casa... ma uno ridotto così dove azzo deve andare in giro con la macchina... la macchina a cosa gli serve se vengono a casa a fargli le medixùcazioni...

    Morale della favola... se mia sorella "osava" parcheggiare la sua macchina in quello spazio (da lei pagato) SENZA MIO PADRE A BORDO (anche se sarebbe servita per il giorno dopo) si scatenava una piccola guerra condominiale con tanto di "striature" sul veicolo.

    Però purtroppo ci ono altre persone che, approfittando del posto riservato e del tagliando per invalidi, utilizzano il mezzo solo ed esclusivamente per i propri interessi. L'invalido, magari, lo lasciano nele mani della badante che se lo incolla per 10 km con tutta la carrozzina.

    Quindi in questo caso specifico bisognerebbe vedere cosa ne fa questa persona, del posto riservato con tanto di tagliando.

    La gente è cattiva, invidiosa, non si fa mai i azzi suoi... ma per arrivare a questo, magari c'è stato un piccolo abuso da parte di chi può usufruire di queste "agevolazioni" avendo in casa la "tragedia" di un invalido.

    ...e l'azzurro si squarciò...le stelle trovai, lentiggini di Dio...col mio viso sull'oblò, io forse sognai...e ancora adesso io volo!Come un falco mi innalzai e sul Polo Nord sposai l'eternità...io vestito da robot per primo volai...e ancora adesso io volo!
  5. #5
     T. Col. C.te
     
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    Re: La disabile reclama il suo posto? Gomme tagliate, e mica una volta sola!

    Quote galaxy ha scritto: Visualizza il messaggio
    Dal titolo, verrebe voglia di tagliare le "bolas" a chi ha causato tutto questo...

    Ma c'è sempre un "MA" e un "SE" come c'è sempre un "WY" ed un "BECAUSE".

    Parlo per esperienza diretta.

    Mio padre nel 1987 ebbe un ictus con paralisi totale della parte destra e nonostante nel tempo (terapie a pagamento) si era un po' ripreso, circa 10 anni dopo ebbe la ricaduta (preventivata) e diventò non più autosufficiente.

    Mia sorella fece tutto l'iter inerente l'invalidità...un calvario...ed in questo iter assegnarano a mio padre il contrassegno per gli invalidi.

    Logicamente il tutto a pagamento e dopo anni di litigi con la Pubblica Amministrazione (questo fantasma).

    Nella tassa che pagava mia sorella (a sua insaputa), c'era anche uno spazio di parcheggio apposito per gli invalidi, appositamente predisposto nelle immediate vicinanze del domicilio dell'invalido.

    Un bel giorno arrivarono quelli del Comune di Roma e, proprio sotto casa di mio padre, disegnarano tre strisce gialle che delimitavano il parcheggio di una autovettura con tanto di cartello per posteggio per invalidi.

    Mia sorella contattò il Comune per rimuoverlo perchè non voleva avere problemi con gli altri 5 condomini che bitavano nella palazzina. Il Comune rispose che il posto riservato era stato fatto ai sensi di legge per un invalido civile al 100%, certificato da svariate viste medico-legali. Il Comune (Funzionario addetto) ha aggiunto che quel parcheggio comunque era pagato dalle tasse che mia sorella versava reglarmente per l'invalidità di mio padre.

    Le prime reazioni dei 5 condomini, sono state queste:

    -Eh! Ma Salvatore (così si chiamava mio padre) non esce mai di casa... ma uno ridotto così dove azzo deve andare in giro con la macchina... la macchina a cosa gli serve se vengono a casa a fargli le medixùcazioni...

    Morale della favola... se mia sorella "osava" parcheggiare la sua macchina in quello spazio (da lei pagato) SENZA MIO PADRE A BORDO (anche se sarebbe servita per il giorno dopo) si scatenava una piccola guerra condominiale con tanto di "striature" sul veicolo.

    Però purtroppo ci ono altre persone che, approfittando del posto riservato e del tagliando per invalidi, utilizzano il mezzo solo ed esclusivamente per i propri interessi. L'invalido, magari, lo lasciano nele mani della badante che se lo incolla per 10 km con tutta la carrozzina.

    Quindi in questo caso specifico bisognerebbe vedere cosa ne fa questa persona, del posto riservato con tanto di tagliando.

    La gente è cattiva, invidiosa, non si fa mai i azzi suoi... ma per arrivare a questo, magari c'è stato un piccolo abuso da parte di chi può usufruire di queste "agevolazioni" avendo in casa la "tragedia" di un invalido.
    Michè l'articolo lo dice, la bambina è tetraplegica e deve andare a scuola ogni giorno, ovvio che la macchina quindi serva ogni giorno sotto casa. Ad ogni modo, abuso sì abuso no, se uno taglia le gomme ad una macchina che ogni giorno porta quella bambina di umano ha pochino.
  6. #6
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    Re: La disabile reclama il suo posto? Gomme tagliate, e mica una volta sola!

    Quote photosphera ha scritto: Visualizza il messaggio
    Michè l'articolo lo dice, la bambina è tetraplegica e deve andare a scuola ogni giorno, ovvio che la macchina quindi serva ogni giorno sotto casa. Ad ogni modo, abuso sì abuso no, se uno taglia le gomme ad una macchina che ogni giorno porta quella bambina di umano ha pochino.
    Si, ho capito cosa dice l'articolo. E ti confermo che a questi individui andrebbero tagliate le bolas.

    Ma pensa...rifletti...

    La bambina magari viene gestita dalla badante 2 o 3 giorni a settimana; La mbambina 10 giorni l'anno li passa in qualche comunità... Nel frattempo la madre o il padre, usufruiscono del parcheggio e del tagliando per fare la loro normale vita.

    Hanno il parcheggio sotto casa sempre libro. Non hanno preoccupazioni.

    Hanno il tagliando con il quale parcheggiano nei posti riservati, anche senza bambina a bordo.

    Lo sfruttano per by-passare la ZTL...

    Tutto questo senza l'ivalido a bordo.

    Per arrivare a gesti così ingnobili, da vigliacchi, evidentemente le persone che conoscono bene quella famiglia e quella situazione, hanno"constatato" che sulla pelle della bimba, qualche familiare si fa anche gli stracazzi suoi.

    Io non farei mai a cambio con quella famiglia per avere i "privilegi" che loro hanno. Non li ho mai voluti anche quando ne avevo diritto, non ne voglio e non ne vorrò mai.

    So bene cosa significa avere un "invalido".

    Però vorrei che tu prendessi in considerazione anche questa mia ipotesi.

    Non è che qualcuno della famiglia della bimba, si è approfittato della situazione?

    Tutto qui
  7. #7
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    Re: La disabile reclama il suo posto? Gomme tagliate, e mica una volta sola!

    Quote galaxy ha scritto: Visualizza il messaggio
    Si, ho capito cosa dice l'articolo. E ti confermo che a questi individui andrebbero tagliate le bolas.

    Ma pensa...rifletti...

    La bambina magari viene gestita dalla badante 2 o 3 giorni a settimana; La mbambina 10 giorni l'anno li passa in qualche comunità... Nel frattempo la madre o il padre, usufruiscono del parcheggio e del tagliando per fare la loro normale vita.

    Hanno il parcheggio sotto casa sempre libro. Non hanno preoccupazioni.

    Hanno il tagliando con il quale parcheggiano nei posti riservati, anche senza bambina a bordo.

    Lo sfruttano per by-passare la ZTL...

    Tutto questo senza l'ivalido a bordo.

    Per arrivare a gesti così ingnobili, da vigliacchi, evidentemente le persone che conoscono bene quella famiglia e quella situazione, hanno"constatato" che sulla pelle della bimba, qualche familiare si fa anche gli stracazzi suoi.

    Io non farei mai a cambio con quella famiglia per avere i "privilegi" che loro hanno. Non li ho mai voluti anche quando ne avevo diritto, non ne voglio e non ne vorrò mai.

    So bene cosa significa avere un "invalido".

    Però vorrei che tu prendessi in considerazione anche questa mia ipotesi.

    Non è che qualcuno della famiglia della bimba, si è approfittato della situazione?

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    Potresti anche avere ragione, è una possibilità, nel dubbio sarei cauto. La bambina poi è andata lei al Corriere, se ci fosse del falso non penso che avrebbe dato la sua testimonianza.
    Non ho così tanta fiducia nel fatto che la gente diventi cattiva solo per una ragione; nemmeno una settimana fa ho fatto notare a un tamarro che aveva parcheggiato la macchina nella piazzola per i disabili e quello è sceso di scatto per venire a menarmi, quasi lo stessi infastidendo. Per fortuna mia c'erano delle signore che l'hanno preso a male parole e lui zitto zitto coatto coatto è risalito in macchina e se n'è andato.
    Di gente così in giro ce n'è tanta. Tanta. E se ne fottono della ragione e del torto.
  8. #8
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    Re: La disabile reclama il suo posto? Gomme tagliate, e mica una volta sola!

    Quote galaxy ha scritto: Visualizza il messaggio
    Si, ho capito cosa dice l'articolo. E ti confermo che a questi individui andrebbero tagliate le bolas.

    Ma pensa...rifletti...

    La bambina magari viene gestita dalla badante 2 o 3 giorni a settimana; La mbambina 10 giorni l'anno li passa in qualche comunità... Nel frattempo la madre o il padre, usufruiscono del parcheggio e del tagliando per fare la loro normale vita.

    Hanno il parcheggio sotto casa sempre libro. Non hanno preoccupazioni.

    Hanno il tagliando con il quale parcheggiano nei posti riservati, anche senza bambina a bordo.

    Lo sfruttano per by-passare la ZTL...

    Tutto questo senza l'ivalido a bordo.

    Per arrivare a gesti così ingnobili, da vigliacchi, evidentemente le persone che conoscono bene quella famiglia e quella situazione, hanno"constatato" che sulla pelle della bimba, qualche familiare si fa anche gli stracazzi suoi.

    Io non farei mai a cambio con quella famiglia per avere i "privilegi" che loro hanno. Non li ho mai voluti anche quando ne avevo diritto, non ne voglio e non ne vorrò mai.

    So bene cosa significa avere un "invalido".

    Però vorrei che tu prendessi in considerazione anche questa mia ipotesi.

    Non è che qualcuno della famiglia della bimba, si è approfittato della situazione?

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    Miché, un mio cugino (ex ormai, perché non c'è più) proprio di Milano era tetraplegico e... peggio. Del tutto invalido e incapace di intendere e di volere. Sua madre lavorava, infermiera, e stava fuori minimo 8 ore con i turni. Senza contare il tempo trascorso nel traffico per andare in ospedale. Mia nonna, invalida anche lei, lo accudiva quando erano soli. Mia zia, ovviamente, provvedeva anche a tutte le incombenze giornaliere della famiglia (spesa, bollette, pratiche, ecc. ecc.). Anche per andare al lavoro e attraversare la città, usava l'auto e il posto riservato sotto casa. L'auto era, ovviamente, registrata con tanto di cartellino e targa per la libera circolazione e sosta a Milano.
    Ora ti chiedo: se mia zia utilizzava, pur senza l'invalido a bordo, i percorsi ZTL per risparmiare il tempo prezioso per tornare a casa (parcheggiando ovviamente sul posto riservato sotto casa "al servizio" dell'invalido), era un "privilegio"?
    Il tempo "risparmiato" dalla madre - unico sostegno della famiglia - usando l'auto e le relative "agevolazioni" per far prima (magari per andare a prendere i farmaci che servivano) a tornare a casa per accudirlo non era proprio a "servizio" dell'invalido?
    Io le gomme le taglierei a quelli che parcheggiano le BMW sui posti riservati in giallo senza averne alcun diritto, altroché...
  9. #9
     T. Colonnella

     T. Colonnello
     
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    Re: La disabile reclama il suo posto? Gomme tagliate, e mica una volta sola!

    Quote galaxy ha scritto: Visualizza il messaggio
    So bene cosa significa avere un "invalido".

    Però vorrei che tu prendessi in considerazione anche questa mia ipotesi.

    Non è che qualcuno della famiglia della bimba, si è approfittato della situazione?

    Tutto qui
    Quoto.

    Come molti di voi sanno anche noi in famiglia abbiamo un invalido al 100%.

    Abbiamo un tagliando rilasciato dal comune per parcheggiare negli spazi appositi che usa mia madre sulla sua macchina quando a bordo c'è anche mio padre (l'invalido).
    E' capitato di averlo usato io sulla mia macchina o su quella del mio compagno se dovevamo portare mio padre da qualche parte per evitare di fargli fare troppa strada a piedi sorretto da noi.


    Ora, io so cosa significa usufruire di un tagliando H per i parcheggi, e mi vanto del fatto che in famiglia non ne abusiamo.

    Noi abbiamo una stamperia, e non sapete il disgusto quando vengono con il tagliando parcheggio H e chiedono di averne dei duplicati

    "sà perchè in casa abbiamo più macchine.... "

    Con queste persone perdo sempre la pazienza. e li mando poco gentilmente a fare in c. , quando sono in vena gli dico che il giorno che diverranno invalidi pure loro sarò ben lieta di stampargliene uno (tra l'altro noi siamo la stamperia alla quale si appoggia il Comune per stampare i tagliandi parcheggio H )


    Un'altra cosa che mi manda in bestia è chi parcheggia davanti agli scivoli per le carrozzelle.

    Ho visto con i miei occhi anni fa un ragazzo paraplegico cadere dalla carrozzella e ruzzolare a terra perchè ha dovuto scendere dal marciapiede senza usare lo scivolo occupato dal cazz.one di turno

    Vi assicuro che non è stato uno spettacolo bello, soprattutto vedere la dignità del ragazzo che non ha voluto aiuto da nessuno ed è risalito da solo sulla sua due ruote.
    Essere in te, capire se
    ciò che sono e faccio è abbastanza a rendere almeno l’idea
    dell'immensità che esistendo hai reso mia
    !


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