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Discussione: Detenuto risarcito per danno esistenziale
  1. #1
     T. Col. C.te
     
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    Applausi Detenuto risarcito per danno esistenziale

    LECCE
    Celle piccole al limite della vivibilità, detenuto risarcito per danno esistenziale
    Il tribunale di sorveglianza condanna amministrazione penitenziaria: si tratta della prima sentenza in Italia


    LECCE - «Lesioni della dignità umana, intesa anche come adeguatezza del regime penitenziario, soprattutto in ragione dell’insufficiente spazio minimo fruibile nella cella di detenzione». Sono queste le motivazioni con cui un giudice del Tribunale di sorveglianza di Lecce (chiamato per la prima volta a esprimersi in materia) ha condannato, con una sentenza definita epocale, l’amministrazione penitenziaria a risarcire un detenuto tunisino, recluso nel carcere di Borgo San Nicola, con una cifra pari a 220 euro .

    Il giudice ha accolto il ricorso del legale del detenuto, l’avvocato Alessandro Stomeo, che nel giugno scorso aveva evidenziato le condizioni disumani e degradanti in cui i carcerati sono costretti a vivere, divedendo in tre una cella di circa 11,50 metri quadri , dotata di una sola finestra ed un bagno cieco sprovvisto di acqua calda, con il riscaldamento in funzione d'inverno per una sola ora al giorno, e le cui grate sono chiuse per ben 18 ore. Il terzo dei letti a castello presenti nella cella si trova inoltre a soli 50 centimetri dal soffitto , privando di ogni possibilità di movimento il detenuto. Nella sua ordinanza, seppur limitandola a un breve periodo (escludendo i mesi in cui il tunisino ha diviso la cella con una sola persona o in cui ha potuto frequentare il corso di scuola elementare), il giudice della Sorveglianza ha ritenuto di condannare l’amministrazione penitenziaria a risarcire il detenuto, la cui reclusione «non si è accompagnata ad alcun processo rieducativo» . «In virtù della coraggiosa decisione del magistrato di Sorveglianza di Lecce – commenta l’avvocato Alessandro Stomeo –, aumenteranno le speranze dei detenuti di vedere riconosciuta, anche sotto forma di risarcimento, la condizione di sovraffollamento e carenza di servizi che sono costretti a subire» .

    corriere.it
    Andrea Morrone
    12 settembre 2011(ultima modifica: 13 settembre 2011)
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    Anche l'odio contro la bassezza stravolge il viso.
    Anche l'ira per l'ingiustizia fa roca la voce.
    Noi, che abbiamo voluto apprestare il terreno alla gentilezza,
    noi non si poté essere gentili.
    Ma voi, quando sarà venuta l'ora
    che all'uomo un aiuto sia l'uomo,
    pensate a noi, con indulgenza.
  2. #2
     T. Col. C.te
     
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    Re: Detenuto risarcito per danno esistenziale

    Quote photosphera ha scritto: Visualizza il messaggio
    LECCE
    Celle piccole al limite della vivibilità, detenuto risarcito per danno esistenziale
    Il tribunale di sorveglianza condanna amministrazione penitenziaria: si tratta della prima sentenza in Italia


    LECCE - «Lesioni della dignità umana, intesa anche come adeguatezza del regime penitenziario, soprattutto in ragione dell’insufficiente spazio minimo fruibile nella cella di detenzione». Sono queste le motivazioni con cui un giudice del Tribunale di sorveglianza di Lecce (chiamato per la prima volta a esprimersi in materia) ha condannato, con una sentenza definita epocale, l’amministrazione penitenziaria a risarcire un detenuto tunisino, recluso nel carcere di Borgo San Nicola, con una cifra pari a 220 euro .

    Il giudice ha accolto il ricorso del legale del detenuto, l’avvocato Alessandro Stomeo, che nel giugno scorso aveva evidenziato le condizioni disumani e degradanti in cui i carcerati sono costretti a vivere, divedendo in tre una cella di circa 11,50 metri quadri , dotata di una sola finestra ed un bagno cieco sprovvisto di acqua calda, con il riscaldamento in funzione d'inverno per una sola ora al giorno, e le cui grate sono chiuse per ben 18 ore. Il terzo dei letti a castello presenti nella cella si trova inoltre a soli 50 centimetri dal soffitto , privando di ogni possibilità di movimento il detenuto. Nella sua ordinanza, seppur limitandola a un breve periodo (escludendo i mesi in cui il tunisino ha diviso la cella con una sola persona o in cui ha potuto frequentare il corso di scuola elementare), il giudice della Sorveglianza ha ritenuto di condannare l’amministrazione penitenziaria a risarcire il detenuto, la cui reclusione «non si è accompagnata ad alcun processo rieducativo» . «In virtù della coraggiosa decisione del magistrato di Sorveglianza di Lecce – commenta l’avvocato Alessandro Stomeo –, aumenteranno le speranze dei detenuti di vedere riconosciuta, anche sotto forma di risarcimento, la condizione di sovraffollamento e carenza di servizi che sono costretti a subire» .

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    Tanto per fare un paragone a caso

    Carceri in Svizzera




    Un pergolato in fiore circonda un rustico in pietra. Questa è la cella più richiesta del carcere “La Stampa” di Cadro, vicino a Lugano. Qui i detenuti incontrano, lontano da occhi indiscreti, mogli e compagne. Oppure festeggiano con la famiglia compleanni e ricorrenze. Chi abbia già scontato un anno e mezzo della pena ne ha diritto una volta ogni due mesi, dalle dieci fino alle sedici.

    Il diritto all’intimità è una delle caratteristiche del sistema carcerario della Confederazione. Su 7 milioni di abitanti 40 sono le carceri e circa 5 mila i detenuti , metà in attesa di giudizio e l’altra metà con condanne definitive. Il penitenziario del cantone Ticino risale agli anni settanta ed è in corso di ristrutturazione. Nell’ala già risistemata, La Farera, si sconta la carcerazione preventiva. In Svizzera è sconosciuto il sovraffollamento: ogni recluso ha una propria cella . Chi è sotto inchiesta rimanere da solo in cella 23 ore su 24.


    Idea monastica – da soli si pensa e ci si redime. Quest’uomo è direttore del carcere da 38 anni. Assieme alla responsabile del recupero sociale dei detenuti – 28 anni di esperienza in questo ruolo- studiano i piani individuali di esecuzione della pena. Il numero ridotto dei condannati- attualmente 102- permette di pianificare percorsi di reinserimento su misura.

    La paga giornaliera permette di acquistare sigarette e quant’ altro nella piccola bottega del carcere, gestita dagli agenti di custodia, in tutto una settantina. Prima di prender servizio frequentano per un anno corsi di formazione e ricevono una paga pari a circa 2800 euro . Grazie ai corsi tenuti da questo educatore tutti imparano presto a collegarsi in videoconferenza con i familiari. Nelle carceri elvetiche due terzi dei detenuti sono stranieri. Si dice che il mezzo migliore per comprendere uno Stato e il suo livello di civiltà sia la visita delle sue prigioni . Il piccolo Ticino, 350 mila abitanti, alla gestione del penitenziario la Stampa e di questo carcere aperto per chi è a fine pena- destina circa 15 milioni di franchi. Cifre ben note alla divisione giustizia , da cui dipendono le carceri, dove ci spiegano il cambiamento introdotto dalla riforma del codice penale, del gennaio 2007.

    Un inasprimento delle pene più gravi forse introdotto perché in svizzera l’ergastolo non è mai stato scontato e dopo 15 anni al massimo di galera si riguadagna la libertà. Il malcontento si unisce alla maturità di un popolo che, nonostante sia davvero pacifico- sono solo 13 in Svizzera le condanne per omicidio , non dimentica chi vive dietro le sbarre.
  3. #3
     Colonnello C.te
     
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    Re: Detenuto risarcito per danno esistenziale

    Quote photosphera ha scritto: Visualizza il messaggio
    Tanto per fare un paragone a caso

    Carceri in Svizzera




    Un pergolato in fiore circonda un rustico in pietra. Questa è la cella più richiesta del carcere “La Stampa” di Cadro, vicino a Lugano. Qui i detenuti incontrano, lontano da occhi indiscreti, mogli e compagne. Oppure festeggiano con la famiglia compleanni e ricorrenze. Chi abbia già scontato un anno e mezzo della pena ne ha diritto una volta ogni due mesi, dalle dieci fino alle sedici.

    Il diritto all’intimità è una delle caratteristiche del sistema carcerario della Confederazione. Su 7 milioni di abitanti 40 sono le carceri e circa 5 mila i detenuti , metà in attesa di giudizio e l’altra metà con condanne definitive. Il penitenziario del cantone Ticino risale agli anni settanta ed è in corso di ristrutturazione. Nell’ala già risistemata, La Farera, si sconta la carcerazione preventiva. In Svizzera è sconosciuto il sovraffollamento: ogni recluso ha una propria cella . Chi è sotto inchiesta rimanere da solo in cella 23 ore su 24.


    Idea monastica – da soli si pensa e ci si redime. Quest’uomo è direttore del carcere da 38 anni. Assieme alla responsabile del recupero sociale dei detenuti – 28 anni di esperienza in questo ruolo- studiano i piani individuali di esecuzione della pena. Il numero ridotto dei condannati- attualmente 102- permette di pianificare percorsi di reinserimento su misura.

    La paga giornaliera permette di acquistare sigarette e quant’ altro nella piccola bottega del carcere, gestita dagli agenti di custodia, in tutto una settantina. Prima di prender servizio frequentano per un anno corsi di formazione e ricevono una paga pari a circa 2800 euro . Grazie ai corsi tenuti da questo educatore tutti imparano presto a collegarsi in videoconferenza con i familiari. Nelle carceri elvetiche due terzi dei detenuti sono stranieri. Si dice che il mezzo migliore per comprendere uno Stato e il suo livello di civiltà sia la visita delle sue prigioni . Il piccolo Ticino, 350 mila abitanti, alla gestione del penitenziario la Stampa e di questo carcere aperto per chi è a fine pena- destina circa 15 milioni di franchi. Cifre ben note alla divisione giustizia , da cui dipendono le carceri, dove ci spiegano il cambiamento introdotto dalla riforma del codice penale, del gennaio 2007.

    Un inasprimento delle pene più gravi forse introdotto perché in svizzera l’ergastolo non è mai stato scontato e dopo 15 anni al massimo di galera si riguadagna la libertà. Il malcontento si unisce alla maturità di un popolo che, nonostante sia davvero pacifico- sono solo 13 in Svizzera le condanne per omicidio , non dimentica chi vive dietro le sbarre.

    ecco perchè se proprio devo fare una caxxata la faro' finche sto in Svizzera
    Marc Marquez è una ME.RD.A
  4. #4
     T. Col. C.te
     
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    Re: Detenuto risarcito per danno esistenziale

    Quote wolf62 ha scritto: Visualizza il messaggio
    ecco perchè se proprio devo fare una caxxata la faro' finche sto in Svizzera
    Sapevo che avresti abboccato

    Comunque in moltissimi ambiti siamo un popolo di zulù, è triste ogni volta prenderne atto.
  5. #5
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    Re: Detenuto risarcito per danno esistenziale

    Quote photosphera ha scritto: Visualizza il messaggio
    Sapevo che avresti abboccato

    Comunque in moltissimi ambiti siamo un popolo di zulù, è triste ogni volta prenderne atto.
    comunque a parte le battute è vero
    io se potessi avere vicino i miei affetti piu cari non mi sposterei MAI dalla Svizzera ed anzi dal Ticino ritornerei in quella tedesca(Zurigo) perchè la vera Svizzera è quella,il Ticino oramai è troppo contaminato dagli zulu'
  6. #6
     T. Col. C.te
     
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    Re: Detenuto risarcito per danno esistenziale

    Quote wolf62 ha scritto: Visualizza il messaggio
    comunque a parte le battute è vero
    io se potessi avere vicino i miei affetti piu cari non mi sposterei MAI dalla Svizzera ed anzi dal Ticino ritornerei in quella tedesca(Zurigo) perchè la vera Svizzera è quella,il Ticino oramai è troppo contaminato dagli zulu'
    Io invece anmo il Ticino, anche se hanno la lega pure lì .



    La Svizzera tedesca è troppo crucca e asettica mentre il Ticino fonde egregiamente il rigore svizzero con il calore italiano.
  7. #7
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    Re: Detenuto risarcito per danno esistenziale

    Quote photosphera ha scritto: Visualizza il messaggio
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    Celle piccole al limite della vivibilità, detenuto risarcito per danno esistenziale
    Il tribunale di sorveglianza condanna amministrazione penitenziaria: si tratta della prima sentenza in Italia


    LECCE - «Lesioni della dignità umana, intesa anche come adeguatezza del regime penitenziario, soprattutto in ragione dell’insufficiente spazio minimo fruibile nella cella di detenzione». Sono queste le motivazioni con cui un giudice del Tribunale di sorveglianza di Lecce (chiamato per la prima volta a esprimersi in materia) ha condannato, con una sentenza definita epocale, l’amministrazione penitenziaria a risarcire un detenuto tunisino, recluso nel carcere di Borgo San Nicola, con una cifra pari a 220 euro .

    Il giudice ha accolto il ricorso del legale del detenuto, l’avvocato Alessandro Stomeo, che nel giugno scorso aveva evidenziato le condizioni disumani e degradanti in cui i carcerati sono costretti a vivere, divedendo in tre una cella di circa 11,50 metri quadri , dotata di una sola finestra ed un bagno cieco sprovvisto di acqua calda, con il riscaldamento in funzione d'inverno per una sola ora al giorno, e le cui grate sono chiuse per ben 18 ore. Il terzo dei letti a castello presenti nella cella si trova inoltre a soli 50 centimetri dal soffitto , privando di ogni possibilità di movimento il detenuto. Nella sua ordinanza, seppur limitandola a un breve periodo (escludendo i mesi in cui il tunisino ha diviso la cella con una sola persona o in cui ha potuto frequentare il corso di scuola elementare), il giudice della Sorveglianza ha ritenuto di condannare l’amministrazione penitenziaria a risarcire il detenuto, la cui reclusione «non si è accompagnata ad alcun processo rieducativo» . «In virtù della coraggiosa decisione del magistrato di Sorveglianza di Lecce – commenta l’avvocato Alessandro Stomeo –, aumenteranno le speranze dei detenuti di vedere riconosciuta, anche sotto forma di risarcimento, la condizione di sovraffollamento e carenza di servizi che sono costretti a subire» .

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    e perchè questo pover'uomo si trovava in prigione?
  8. #8
     T. Col. C.te
     
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    Re: Detenuto risarcito per danno esistenziale

    Quote Costantino B ha scritto: Visualizza il messaggio
    e perchè questo pover'uomo si trovava in prigione?
    'mporta sega, la prigione nella nostra Costituzione non ha scopo precipuamente punitivo quindi segregare la gente in stile medievale e consentire solo che peggiorino frequentando gente peggiore e si inchiappettino a vicenda è roba da secoli bui.
  9. #9
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    Re: Detenuto risarcito per danno esistenziale

    Quote photosphera ha scritto: Visualizza il messaggio
    'mporta sega, la prigione nella nostra Costituzione non ha scopo precipuamente punitivo quindi segregare la gente in stile medievale e consentire solo che peggiorino frequentando gente peggiore e si inchiappettino a vicenda è roba da secoli bui.
    d'accordo ma..che combinò per essere messo al gabbio?
  10. #10
     T. Col. C.te
     
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    Re: Detenuto risarcito per danno esistenziale

    Quote Costantino B ha scritto: Visualizza il messaggio
    d'accordo ma..che combinò per essere messo al gabbio?

    Non ne ho la minima idea, ma un tunisino a Lecce se vogliamo generalizzare .....

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