Tanto per fare un paragone a caso
Carceri in Svizzera
Un pergolato in fiore circonda un rustico in pietra. Questa è la cella più richiesta del carcere “La Stampa” di Cadro, vicino a Lugano. Qui i detenuti incontrano, lontano da occhi indiscreti, mogli e compagne. Oppure festeggiano con la famiglia compleanni e ricorrenze. Chi abbia già scontato un anno e mezzo della pena ne ha diritto una volta ogni due mesi, dalle dieci fino alle sedici.
Il diritto all’intimità è una delle caratteristiche del sistema carcerario della Confederazione. Su 7 milioni di abitanti 40 sono le carceri e circa 5 mila i detenuti

, metà in attesa di giudizio e l’altra metà con condanne definitive. Il penitenziario del cantone Ticino risale agli anni settanta ed è in corso di ristrutturazione. Nell’ala già risistemata, La Farera, si sconta la carcerazione preventiva. In Svizzera è sconosciuto il sovraffollamento: ogni recluso ha una propria cella

. Chi è sotto inchiesta rimanere da solo in cella 23 ore su 24.
Idea monastica – da soli si pensa e ci si redime. Quest’uomo è direttore del carcere da 38 anni. Assieme alla responsabile del recupero sociale dei detenuti – 28 anni di esperienza in questo ruolo- studiano i piani individuali di esecuzione della pena. Il numero ridotto dei condannati- attualmente 102- permette di pianificare percorsi di reinserimento su misura.
La paga giornaliera permette di acquistare sigarette e quant’ altro nella piccola bottega del carcere, gestita dagli agenti di custodia, in tutto una settantina. Prima di prender servizio frequentano per un anno corsi di formazione e ricevono una paga pari a circa 2800 euro

. Grazie ai corsi tenuti da questo educatore tutti imparano presto a collegarsi in videoconferenza con i familiari. Nelle carceri elvetiche due terzi dei detenuti sono stranieri. Si dice che il mezzo migliore per comprendere uno Stato e il suo livello di civiltà sia la visita delle sue prigioni

. Il piccolo Ticino, 350 mila abitanti, alla gestione del penitenziario la Stampa e di questo carcere aperto per chi è a fine pena- destina circa 15 milioni di franchi. Cifre ben note alla divisione giustizia , da cui dipendono le carceri, dove ci spiegano il cambiamento introdotto dalla riforma del codice penale, del gennaio 2007.
Un inasprimento delle pene più gravi forse introdotto perché in svizzera l’ergastolo non è mai stato scontato

e dopo 15 anni al massimo di galera si riguadagna la libertà. Il malcontento si unisce alla maturità di un popolo che, nonostante sia davvero pacifico- sono solo 13 in Svizzera le condanne per omicidio

, non dimentica chi vive dietro le sbarre.