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Discussione: Gianni Agnelli
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    Gianni Agnelli

    ricorrono 10 anni dalla scomparsa di un uomo che ha fatto la storia d'Italia del secolo scorso. vi posto l'editoriale di oggi della Gazzetta che gli rende il giusto merito



    http://www.gazzetta.it/Calcio/24-01-...65517059.shtml

    Juventus, Ferrari, vela
    L'Avvocato e lo sport 10 anni dopo

    MILANO, 24 gennaio 2013

    Il ricordo di Gianni Agnelli nel decennale della sua scomparsa: un uomo di carisma e fascino, celeberrimo imprenditore e grande appassionato di calcio, automobilismo e regate

    Che cosa deve capire un ragazzo di vent'anni dall'alluvione di ricordi che in questi giorni accompagnano il decennale della morte di Gianni Agnelli? Anzitutto che tra un giovane lettore e quell'Italia, quel mondo, quei protagonisti c'è di mezzo un secolo. Un'era tecnologica primordiale dove l'algoritmo di Google e l'affollata solitudine di Facebook non davano forma al nostro immaginario. E ancora i miti si costruivano come le vecchie case, pietra su pietra: non nella viralità spesso effimera dello spazio virtuale ma con pazienza sui giornali e i rotocalchi, sugli schermi del cinema e poi della tv. Un po' anche allo stadio. In campo e in tribuna.

    UN RE — Agnelli fu un mito, anche se la definizione gli avrebbe fatto orrore. Ma di un altro tempo e di un altro sport. Non Obama e Cristiano Ronaldo col gel, bensì Kissinger e Jackie O, Platini e Zibì Boniek, il suo bello di giorno e quello di notte...Tutta la ricchezza, non solo materiale, di esperienze e di incontri che hanno reso straordinaria la navigazione in vita del primo italiano globale, è restituita da Wikipedia con queste parole: "Gianni Agnelli, per l'anagrafe Giovanni, soprannominato l'Avvocato sebbene non sia mai stato tale (Torino, 12 marzo 1921- Torino, 24 gennaio 2003), è stato un imprenditore italiano, principale azionista ed amministratore al vertice della Fiat". Tutto vero. Manca solo che dei suoi tempi l'Avvocato fu un re: un sovrano sobrio, grandioso e imperfetto, amato, incensato, odiato ma soprattutto invidiato e per questo ancor oggi bersagliato da un livore che sarebbe opportuno risparmiare ai defunti. Ma sempre e comunque un re.

    LA PASSIONE PER LO SPORT — Una volta, un secolo fa, si chiamava "jet set". Era il mondo veloce e scintillante dei pochi che contavano. Un empireo inarrivabile ai comuni mortali. L'Avvocato, come Apollo, sedeva tra gli dei. Eppure non ignorava il mondo terreno dove ogni tanto si rifugiava in cerca di emozioni. I fili che lo tenevano unito a quelli come noi e lo rendevano - talvolta e a suo modo - molto umano erano due: la curiosità divorante per le novità e anche un po' per i fatti degli altri (oggi, nell'era Corona, si dice gossip ma allora era una faccenda decisamente più chic) e lo sport. La passione assoluta per il calcio e l'automobilismo come spettacolo e narrazione, ma anche per lo sport attivo e praticato. Palestra del carattere prima ancora che del fisico, dallo sci, che gli era costato una gamba frantumata, alla vela d'altura. John Elkann, che del nonno tiene vivi affetto e memoria ben al di là di quanto richiesto dalla successione familiare, affida a un'intervista alla Stampa un dettaglio apparentemente marginale ma rivelatore: "Per il suo ultimo Natale, quello del 2002, fece preparare un cartoncino di auguri con le foto delle vittorie dell'anno della Ferrari, della Juve e della sua barca, lo Stealth".
    PRIMO TIFOSO BIANCONERO — Della Juve, che resta la sua passione più viscerale, non fu padrone. Piuttosto l'anima, l'ispiratore e il primo tifoso. L'uomo che non parlava di donne ma parlava alle donne, aveva nei confronti del calcio la stessa amorevole, astuta empatia. Formidabile fu la sua competenza quanto memorabile il suo cinismo. Detto semplicemente, perdere non gli piaceva. La gestione era affidata a Boniperti e al fratello Umberto, quindi al ramo secondo ma non secondario della famiglia di cui Andrea è oggi continuatore di successo. Il bianco e il nero, oltre al rosso fulgido della Ferrari, sono stati i suoi colori. Agnelli e lo sport: è la storia non minore e a tinte forti che in queste pagine cerchiamo di raccontare. Buona lettura soprattutto ai ragazzi che non l'hanno conosciuto. Non sanno che cosa si sono persi.

    Andrea Monti



    "Non esiste un insegnante più difficile dell'esperienza. Prima ti fa l'esame, poi ti spiega la lezione."
  2. #2
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    Re: Gianni Agnelli



    Grandi personaggi che hanno fatto grande l'Italia.

    Dove sono quelli di oggi?

    Forse fra poco non troviamo più nemmeno l'Italia...

    We are the sons and daughters of all the freedom fighters.
    And there are still many rivers to cross.
    Hands in the air, screaming loud and clear for freedom, justice and equality.
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    We are five fingers of an empty hand.
    But together, we can also be the fist.
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  3. #3
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    Re: Gianni Agnelli

    Quote highlander il 24-01-13 alle 15:22 ha scritto: Visualizza il messaggio


    Grandi personaggi che hanno fatto grande l'Italia.

    Dove sono quelli di oggi?

    Forse fra poco non troviamo più nemmeno l'Italia...
    be' dai...Silvio Berlusconi e' un grande!!!

  4. #4
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    Re: Gianni Agnelli

    Quote highlander il 24-01-13 alle 15:22 ha scritto: Visualizza il messaggio


    Grandi personaggi che hanno fatto grande l'Italia.

    Dove sono quelli di oggi?

    Forse fra poco non troviamo più nemmeno l'Italia...
    Vittorio Feltri traccia un ritratto al veleno di Gianni Agnelli a dieci anni dalla morte, veleno che il giornalista di Bergamo non usava in passato quando era all'Europeo.

    Sono passati dieci anni dalla sua morte, ma di lui si parla ancora, naturalmente bene, checché ne dica Ferruccio de Bortoli, che sul Corriere della Sera lo ha commemorato con una prosa stranamente accorata per uno che di cuore ne ha poco e, di solito, nasconde anche quello.

    Gianni Agnelli comunque è stato un grande: un grandissimo bluff, ed è giusto non venga dimenticato.

    Difatti è passato alla storia come re d'Italia non tanto per ciò che ha dato al Paese, quanto per ciò che ha avuto.

    Noi italiani siamo fatti così: cerchiamo di fottere il sovrano per tirare a campare, ma se è lui a fregarci gli riconosciamo volentieri una certa superiorità. Onore al merito, anzi ai meriti, dell'Avvocato che fu promosso tale coram populo senza mai esserlo stato; che cominciò a lavorare a 45 anni, età alla quale i suoi dipendenti andavano in prepensionamento; che presiedette Confindustria inciuciando con Luciano Lama, segretario generale della Cgil, e concordando con lui il punto esiziale di contingenza; che fu nominato senatore a vita grazie all'incosciente generosità di Francesco Cossiga; che prima fondò a Venezia il museo di Palazzo Grassi, poi lo affondò; che ricevette in eredità dal nonno (e da Vittorio Valletta) una stupenda fabbrica di automobili riducendola a rottame, successivamente rimessa in piedi dal fratello Umberto e da Sergio Marchionne.

    Un uomo con un simile curriculum sarà ricordato per sempre e sempre sarà lodato. La gente come lui piace assai dalle nostre parti. Piaceva ieri e piace oggi, anche se non c'è più. Amava l'arte,compresa quella contemporanea, per cui era considerato colto; aveva un debole per i giornali e sopportava i giornalisti, per cui godeva (e gode) di buona stampa; non era anticomunista dichiarato, per cui era rispettato dai conformisti di sinistra.

    Agnelli più che un imprenditore era un prenditore: lo Stato lo ha sempre aiutato, gli ha dato soldi senza mai pretenderne la restituzione; il popolo lo ha gratificato con la propria ammirazione; i politici davanti a lui erano in soggezione e facevano a botte per farsi fotografare al suo fianco; chi di loro riuscì a farsi invitare a cena a Villar Perosa o altrove lo ha raccontato a cani e porci per gloriarsi.

    Già, l'Avvocato, nonostante abbia fallito in ogni campo, perfino in quello di padre (un figlio suicida dopo un'esistenza amara, una figlia che ha intentato causa alla famiglia per questioni di soldi), nonostante avesse fama di tombeur de femmes , e affermasse che l'amore è cosa da cameriere (servitù, insomma), fu elevato agli altari:l'unico santo laico che abbia ancora devoti dalle Alpi alla Sicilia e in ogni strato sociale, fra credenti e miscredenti, indifferentemente.

    Quando morì, l'azienda era sul punto di consegnare i libri in tribunale. Il patrimonio personale del maggiore azionista fu cercato all'estero: si sospettava addirittura che una quota di capitali fosse stata sottratta al fisco; si ignora come si sia conclusa l'indagine. Probabilmente bene, cioè con un nulla di fatto, meno male.

    La Fiat ha resistito alla burrasca. I nipoti se la sono cavata egregiamente. Gianluigi Gabetti, l'uomo della finanza,ha lavorato benissimo e ha salvato il salvabile, speriamo anche se stesso. Marchionne ha compiuto un miracolo.

    E Agnelli seguita a essere adorato da tutti. È quello che si dice un mito. Le sue opere memorabili però rimangono queste: l'orologio sopra, e non sotto, il polsino della camicia; la cravatta sopra, e non sotto, il pullover.

    Bella roba l'Agnellone!

    L'ignoranza che attraversa il mio corpo come una scarica elettrica, mi permette di accendere molte lampadine. warhammer
  5. #5
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    Re: Gianni Agnelli

    Quote warhammer il 24-01-13 alle 16:15 ha scritto: Visualizza il messaggio
    Vittorio Feltri traccia un ritratto al veleno di Gianni Agnelli a dieci anni dalla morte, veleno che il giornalista di Bergamo non usava in passato quando era all'Europeo.
    beh, se lo dice quella mer.da di feltri......

    la verità è tutta scritta nell'incipit che ho quotato

    comunque almeno qui evitiamo le solite faziosità da stadio visto che parliamo di chi non c'è più
  6. #6
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    Re: Gianni Agnelli

    Quote alobox il 24-01-13 alle 16:28 ha scritto: Visualizza il messaggio
    beh, se lo dice quella mer.da di feltri......

    la verità è tutta scritta nell'incipit che ho quotato

    comunque almeno qui evitiamo le solite faziosità da stadio visto che parliamo di chi non c'è più
    Lo trovo un articolo pieno di invidia. Forse perchè lui nn riuscirà mai ad essere, nel bene (soprattutto) e nel male (nemmeno) come l'Avvocato. Ma tant'è, agli idioti viene dato anche libero sfogo.
    Curioso che tra tutti gli utenti chi è riuscito a postare e a dare libero sfogo ad un idiota è sempre lo stesso che perde sistematicamente l'opportunità di fare bella figura nel restare zitto.
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  7. #7
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    Re: Gianni Agnelli

    Quote nebula il 24-01-13 alle 16:56 ha scritto: Visualizza il messaggio
    Lo trovo un articolo pieno di invidia. Forse perchè lui nn riuscirà mai ad essere, nel bene (soprattutto) e nel male (nemmeno) come l'Avvocato. Ma tant'è, agli idioti viene dato anche libero sfogo.
    Curioso che tra tutti gli utenti chi è riuscito a postare e a dare libero sfogo ad un idiota è sempre lo stesso che perde sistematicamente l'opportunità di fare bella figura nel restare zitto.
    Quando vedi bianconero, anche dove non dovresti, perdi la testa...con tutta sincerità se fosse stato il Presidente dell'Inter penseresti uguale di lui?
    ...rispondi prego
  8. #8
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    Re: Gianni Agnelli

    secondo avviso per Warhammer

    evitiamo tifo da stadio almeno qui

    non ci sarà il terzo
  9. #9
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    Re: Gianni Agnelli

    Quote warhammer il 24-01-13 alle 16:15 ha scritto: Visualizza il messaggio
    Già, l'Avvocato, nonostante abbia fallito in ogni campo, perfino in quello di padre (un figlio suicida dopo un'esistenza amara, una figlia che ha intentato causa alla famiglia per questioni di soldi)
    Passaggio disgustoso, un colpo troppo basso perfino per Feltri.

    Il resto è roba trita e ritrita che ripete ad ogni anniversario.

    Questo l'articolo d'esordio come direttore de Il Giornale:

    Tra Silvio e Agnelli ecco chi è il peccatore



    Piove sui giusti e sugli ingiusti
    .
  10. #10
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    Re: Gianni Agnelli

    Quote fortebraccio il 24-01-13 alle 17:21 ha scritto: Visualizza il messaggio
    Passaggio disgustoso, un colpo troppo basso perfino per Feltri.

    Il resto è roba trita e ritrita che ripete ad ogni anniversario.

    Questo l'articolo d'esordio come direttore de Il Giornale:

    Tra Silvio e Agnelli ecco chi è il peccatore

    Sul fatto che sia disgustosa quella frase non c'è dubbio..ritengo altresi disgustoso magnificarlo ad ogni anniversario.

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