Golf, Ryder Cup dove l'Europa diventa una squadra
Comincia domani a Gleneagles la sfida tra Usa e Europa uno degli eventi sportivi più seguiti al mondo: collegati in tv 182 paesi e 500 milioni di telespettatori. Gli americani cercano la rivincita dopo la beffa del 2012 a Medina. Non ci saranno italiani in campo
di MATTIA CHIUSANO
Ryder Cup, il trionfo dell'Europa
Ryder Cup, l'attesa a Gleneagles
(afp)
ROMA - Sono fiumi di folla che risalgono la corrente delle buche, tutti incolonnati, con stivali da pescatore se piove e c'è il fango, con le scarpe da ginnastica e i bermuda se c'è il sole. Sono un popolo che smania da mesi (anni) per un biglietto, avamposto di 500 milioni di telespettatori di 182 nazioni, e fa la fila in immense aree di parcheggio di pullman degne delle Olimpiadi, e tendoni del merchandising che offrono a 60 sterline magliette con il logo originale. A sinistra le stelle e strisce, a destra la bandiera blu con solo 5 stelle visibili. Al centro, la silhouette elegante di una coppa. La Ryder Cup, per la quale il meglio del golf europeo e americano si sfida da domani a Gleneagles, in Scozia.
Ma cosa significa Ryder Cup? Rompere gli schemi. Diventare squadra, in uno degli sport più solitari ed egocentrici. Diventare Europa, cioè terra promessa che non esiste in nessun altro sport (e quanto in politica?). Diventare college, coi supermilionari del green uniti come una confraternita, sciolti e spiritati come studenti: quattro anni fa in Galles i compagni di Francesco ed Edoardo Molinari aspettarono seduti sul prato, uno accanto all'altro, che i fratelli torinesi terminassero il loro match, festeggiando un pareggio che risultò decisivo per battere gli americani. E ancora, la Ryder dei miti, e dei ragazzini. Alex Ferguson che raggiunge in questi giorni Gleneagles e arringa il team, manco fosse Old Trafford ai tempi di Beckham, e lo stesso fece nel 2010 in Galles la leggenda del rugby gallese, Gareth Edwards. Così come nelle affollate club house del torneo vanno a lezione i baby, le giovani promesse invitate in numero limitatissimo dai capitani, per respirare l'aria dei grandi, l'atmosfera che un giorno sarà loro: un onore concesso a Manassero già quattro anni fa a Celtic Manor. Forse Matteo, in quei giorni, sognava una convocazione già per l'edizione 2014: ma l'annata non è stata all'altezza, ed i pochi momenti felici dei fratelli Molinari non sono stati sufficienti per assegnare a uno di loro una wild card.
Risultato: Italia fuori dalla selezione europea, dove aveva vinto con Costantino Rocca (due edizioni su tre), i fratelli Molinari (2010) e il solo Francesco nel 2012, nella celebre rimonta del Medinah Country Club di Chicago, quando gli europei hanno battuto gli Usa che erano in vantaggio 10-4 prima degli ultimi due incontri doppi e dei dodici singoli. Da qui si riparte, con gli americani che hanno perso pure Tiger Woods e si presentano super sfavoriti. Ma lo squilibrio è talmente evidente che circolano già valutazioni di tipo calcistico, più o meno "nel derby vince chi è sfavorito". E si scopre che gli europei hanno il numero 1 (McIlroy), 3 (Garcia) e 5 del mondo (Stenson), ma gli Usa hanno una media migliore di piazzamenti nel world ranking (16.3 a 19.9). Se la sfida può essere decisa dal dodicesimo uomo, il morso dello scorpione potrebbero assestarlo proprio gli Usa. Che giocano su un campo disegnato da Jack Nicklaus, idolo dell'Ohio, sono guidati da una leggenda come Tom Watson, ed affrontano sempre la Ryder Cup col loro record ineguagliabile, 26 vittorie contro 13. Da quando, nel 1927, cinque inglesi, uno scozzese, un gallese, un golfista del Jersey ed uno del Guernsey salirono sul transatlantico Aquitania per raggiungere la costa americana, e da lì il Massachusetts, dove avrebbero perso con un imbarazzante 9 1/2-2 1/2 la coppa messa in palio dall'imprenditore di sementi Samuel Ryder. Scrivendo il primo capitolo di una storia che arriva fino a noi, fino alla faccia sbarazzina di McIlroy che può vendicare per la quattordicesima volta i fantasmi dell'Aquitania.
http://www.repubblica.it/sport/golf/...2/?ref=HRERO-1




Generale CSM






T. Colonnello


Maggiore



