Perdonami ma dissento da questo approccio. Prima di tutto il contributo al punteggio RNL di ciascun giocatore dato dai "campionati periodici" è limitato. Lo è fin dall'inizio e inoltre l'anno scorso, a seguito di un'analisi, si è deciso di contenerlo ulteriormente (si veda
qui una spiegazione). Non è un dato che va ignorato.
A parte questo, l'obiettivo principale di una classifica a livello nazionale dovrebbe essere quello di premiare il merito. E' chiaro che non è possibile trovare accordo unanime su quale sia la metrica giusta per misurare il "merito", ma è quasi scontato che se questo deve avere carattere nazionale e non locale, un elemento necessario da inserire nella ricetta è la richiesta di affrontare quanti più giocatori possibile e, ancor meglio se di provenienza diversificata. Ecco perché ai tornei di rilevanza nazionale che vedono una partecipazione ampia viene dato tanto peso, i Raduni su tutti, poi Master, Open e così via a scendere. Chi ha tempo, voglia, possibilità, di viaggiare e partecipare a questi eventi, cioè chi si mette più in gioco, ha chiaramente più possibilità di vincere la gara. Ma ragazzi... è normale!
Tutte le competizioni fanno inevitabilmente selezione (anche) sulla possibilità, voglia, interesse, opportunità... di parteciparvi. Sembra che questo ve lo dimentichiate e non sia per voi parte del gioco (mi rivolgo a te al plurale perché sono questioni che periodicamente qualcuno solleva). Prendere per tutti le stesse possibilità, o qualcosa che vada in quella direzione, è una richiesta che va verso l'appiattimento della gara. Pretendere che chi si può muovere poco o nulla possa competere con chi invece si confronta con un gran numero di giocatori sul territorio nazionale, significa prentere di far punti gareggiando meno degli altri.