..Ma lo sanno..oh che lo sanno quanto NESSUNO si prenda la briga di controllare le caxxate allucinanti che sparano da mattina a sera..
..Putincaso una "straordinaria e strateccika conquistah" manco esiste e l'altra sta direttamente in russia
..delle frottole indegne sparate col solo scopo di giustificare lo scandaloso SALASSO di cui da anni oramai le inermi popolazioni sono vittime..le vittime della unica sola e VERA guerra in corso..
..Questi altri invece son quelli raccontati in accampamento nelle metropolitane alla disperatissima ricerca di protezione dagli "incessantih attakkih"...
..Lo notate come riescano a raggiungere clamorose contraddizioni quotidiane in maniera assolutamente autonoma?
Traduzione per i non vedenti..."..ti vogliamo prendere talmente tanto per ilda nn saper piu che FROTTOLE inventarci.."
..Putincaso..oggi stesso ci rivelano, una volta di piu che..nonostante gente RACCONTATA chiusa comenelle metropolitane..
..nonostante bombardamenti RACCONTATI i piu ferocih dall'inizio della psicoguerra..
...si vanno a fare apertamente e allegramente FIERE...
..Ma la chicca..il pezzo forte è "l'indagine penale"...
..a meno che nn sia direttamente un'indagine de sto
..in tal caso tutto torna
Il caso Varta non è isolato: si inserisce in un'ondata di grandi insolvenze che sta toccando in particolare la Germania e l'Europa occidentale. Ecco il quadro.
Il caso Varta in breve. Varta ha presentato quattro istanze di insolvenza in amministrazione controllata presso il tribunale di Stoccarda, dopo il rifiuto dei soci di riferimento di iniettare nuova liquidità; la procedura riguarda la capogruppo Varta AG e le controllate Varta Microbattery, Varta Micro Production e Varta Storage, e tra le cause principali c'è il ritiro di Apple dalle commesse per le celle a bottone prodotte a Nördlingen. Sono a rischio oltre tremila posti di lavoro. Hardware Upgrade
Aziende di dimensioni paragonabili fallite nello stesso periodo. Nel primo semestre 2026 in Germania si segnalano due casi di taglia simile o superiore a Varta: tra le grandi insolvenze dell'anno figurano la catena alberghiera Revo Hospitality Group, con circa 5.000 dipendenti, e la Feneberg Lebensmittel GmbH di Kempten (Allgäu), con circa 2.900 dipendenti. Nel settore batterie, il precedente più citato resta quello della svedese Northvolt: la stampa inquadra il caso Varta proprio come il secondo grande crac dell'industria europea delle batterie dopo quello di NorthVolt, che però risale a un periodo precedente (2024-2025), non a queste settimane. Creditreform
Adnkronos
Il contesto è eccezionale, soprattutto per le grandi imprese. Nel secondo trimestre 2026 quasi 5.000 aziende tedesche hanno presentato istanza di insolvenza, il dato più alto per un secondo trimestre dal 2005, con circa 45.500 posti di lavoro coinvolti. Sul semestre, le insolvenze aziendali sono salite del 7,8% a 12.900 casi, massimo dal 2013, e le imprese con più di 250 dipendenti hanno registrato un aumento sproporzionato del 28,6% — è proprio la fascia dimensionale di Varta quella che sta cedendo più in fretta. Guardando all'anno scorso come base, nel 2025 ben 471 aziende con oltre 10 milioni di euro di fatturato hanno dichiarato insolvenza, quasi il triplo rispetto al 2021, con metalmeccanica, fornitori auto ed elettrotecnica come settori più colpiti, e per il 2026 la società di consulenza Falkensteg prevede un ulteriore aumento del 10-20%, oltre la soglia dei 500 casi. Big News Network + 3
A livello globale il fenomeno è simile: le grandi imprese (fatturato sopra i 50 milioni di euro) hanno segnato un record di 475 insolvenze nel 2025 — una ogni 18 ore — con l'Europa occidentale in testa per numero di casi. allianz-trade
In sintesi: Varta è il nome più noto del momento, ma nello stesso semestre sono cadute Revo Hospitality e Feneberg (dimensioni occupazionali comparabili), e statisticamente il segmento delle grandi aziende tedesche sta fallendo a un ritmo mai visto in vent'anni — quindi è probabile che altri nomi di peso emergano nei prossimi mesi.
Lo shock attuale parte da giugno-luglio 2026: Brent +18% da inizio luglio, gasolio ai massimi, con lo shock energetico da conflitto iraniano che già aggrava la situazione delle imprese.
Tra il quarto trimestre 2026 e l'inverno il pass-through arriva sul carrello della spesa e, cosa più pesante, si somma al riscaldamento: l'inverno 2026-27 è il primo vero orizzonte degli eventi, il punto in cui bollette più alimentari più carburante colpiscono simultaneamente famiglie con salari fermi.
Il Natale 2026 sarà il primo test misurabile: se i volumi di vendita al dettaglio (volumi, non fatturati — il fatturato lo gonfia l'inflazione stessa) crollano, la compressione è iniziata sul serio.
Poi il primo semestre 2027 è dove si decide tutto: o lo shock petrolifero rientra e si torna alla lenta convalescenza prevista dagli istituti, o si consolida e a quel punto la recessione tedesca da shock energetico prolungato che Fratzscher indica come scenario possibile trascina l'export italiano, e la crisi delle imprese diventa crisi occupazionale — che è il vero moltiplicatore, perché una famiglia con stipendio fermo arranca, una senza stipendio salta.
Per le famiglie ha data indicativa inverno 2026-27, e diventa strutturale se a marzo-aprile 2027 il petrolio è ancora sopra i cento dollari. Sotto quella condizione, il buffer dei risparmi regge grosso modo due-tre trimestri di erosione per il ceto medio; per le fasce basse, che il buffer non ce l'hanno, il punto di rottura è già l'inverno stesso.
La durata della crisi di Hormuz (ogni mese sopra i 100 dollari sposta la matematica), la decisione sulle accise attesa in questi giorni (un taglio da 20-30 centesimi compra due-tre mesi di tempo alle famiglie), l'inflazione core di settembre-ottobre (se riaccelera sopra il 3%, il pass-through è partito), e il tasso di risparmio delle famiglie nei dati Istat trimestrali — quando scende sotto i minimi storici, significa che i cuscinetti si stanno esaurendo e l'orizzonte è vicino.