Non concordo con te. La mia riposta era inerente a quello che hai scritto.
Qui non si discute sull' opportunita' o meno di identificare un quittatore professionista.
Si discute di cosa sia sportivamente corretto.
Io e Spartac abbiamo idee diverse sul fair play, con qualche punto in comune, e qualche punto di disaccordo (peraltro punti piuttosto importanti).
Va detto che questa non e' una federazione sportiva, ma una gestione aziendale di un gioco proprietario. Quindi, in un certo senso, parlare di competizione sportiva potrebbe essere del tutto fuori luogo, in quanto non c'e' una federazione sportiva a gestirlo.
In ogni caso, allo stato attuale del regolamento, non e' obbligatorio selezionare gli avversari, ma possibile. Se diventasse obbligatorio scegliere di giocare solamente con gli avversari che si ritengono congeniali alla propria idea di sportivita', avremmo raggiunto l'apice dell'antisportivita'.
Al momento c'e' (ancora) possibilita' di scegliere.
Quindi parliamo di cosa voglia dire essere sportivi, fatto salvo che e' del tutto possibile non esserlo senza infrangere il regolamento.
Questo dipende innazitutto dal fatto che il risiko giocato in piu' di 2 persone rende molto difficile tutelare la sportivita' di una qualunque competizione. Solamente l' 1vs1, il 2vs2, e il 3vs3 rendono possibile tutelare la sportivita'.
Parliamo del torneo challenge.
E' del tutto lecito e sportivo selezionare gli avversari in base alla propria convenienza tattica.
Selezionare gli avversari in base ad avversione personale e' una scelta legittima in amichevole, ma e' contraria allo spirito sportivo come lo intendo io. Per me lo spirito sportivo e' quello delle olimpiadi, in cui tutti i paesi possono partecipare, anche quelli in guerra tra loro.
In ogni caso, identificare un giocatore accreditato come antisportivo e' contrario alla regolamentazione sull'accredito. E' l'arbitro che decide chi e' sportivo e puo' giocare il torneo challenge e chi non lo e'. Se un giocatore e' accreditato, e non ha l'accredito sospeso, e' giudicato dall'arbitro sportivo. Tale valutazione e' vincolante per tutti i giocatori, che se invece emarginano un accreditato ritenendolo antisportivo compiono invece essi stessi un'azione antisportiva, perche' si sostituiscono al ruolo dell'arbitro. E quando ci si arbitra da soli, al posto invece dell'arbitro designato per tale arbitraggio, non vedo proprio come potersi definire qualcosa di diverso da antisportivi.
P.S. Fatto salvo che l'accredito stesso, in quanto discriminante a vita, e' antisportivo. In efeftti tu e altri avete buon gioco a far passare il vostro "modello" di sportivita', perche' corrisponde in buona parte con quello dell'arbitro. In un quasi qualunque altro torneo di risiko tale "modello" sarebbe facilmente contrastabile. Ma il torneo challenge e' un torneo molto particolare.




Colonnello

Capitano
T. Colonnello
ndo' sta l'opzione "frega sega"? 

