Ho avuto modo di leggere solo ora il resoconto dei fatti di Firenze e mi corre l'obbligo di prendere una posizione chiara su quanto accaduto perchè ritengo che non si possa lasciare che una cosa di questo genere possa semplicemente accadere senza che vi sia alcuna conseguenza.

Intendo esprimere la mia più completa solidarietà con gli organizzatori del torneo e in particolare con Mirella Vicini e voglio ribadire, con estrema chiarezza, che quando un giocatore si iscrive ad un torneo accetta incondizionatamente le decisioni arbitrali, quali esse siano.

A nessuno è data facoltà di farsi giustizia da solo con gesti violenti o irrispettosi sia degli avversari che degli arbitri e nessuno deve pensare di poterlo fare senza pagare nulla.

Nei prossimi giorni mi riserverò la facoltà di prendere in esame con maggiore attenzione quanto accaduto a Firenze e, in accordo con la Direzione Aziendale, deciderò se vi siano gli estremi per una squalifica a vita da qualsiasi torneo ufficiale organizato da o per conto di Editrice Giochi del giocatore colpevole dei gesti che sono sono stati descritti.

A Mirella Vicini posso solo dire grazie per la dedizione e passione che ha saputo mettere nel difficile compito di promuovere il fenomeno torneistico in Italia e mi auguro di poter ancora contare, in futuro, sulla sua insostituibile collaborazione.