Ho letto "La storia di Risiko e l’anello mancante" (ed. Novecento giochi).
Dopo un'interessantissima sezione sulle origini del gioco gli autori bastonano pesantemente il Risiko italiano a favore del Risk americano. Nel gioco italiano la fortuna avrebbe un predominio netto sulla strategia mentre nel Risk d’oltreoceano l’elemento fortuna non sarebbe così determinante. Ecco gli elementi del gioco americano che ridurrebbero la fortuna:
-Chiamata dei territori da parte dei giocatori a inizio partita invece della distribuzione casuale.
-Missione uguale per tutti cioè conquista del mondo (nella versione base del Risk americano) invece delle missioni differenziate
-3 dadi all’attacco e 2 alla difesa invece di 3 alla difesa come in Italia.
Sulla chiamata dei territori se ne sta parlando in altre discussioni, io vorrei soffermarmi sull’ultima opzione, quella dei dadi.
Gli autori hanno premuto molto su questo punto asserendo che lo sbilanciamento della sorte a causa dei 3 dadi alla difesa è più determinante degli altri elementi fortuna (tris, chiamata dei territori, missione segreta) presenti nel gioco.
La statistica dimostra che su 100 lanci con 3 dadi in att. e 2 in difesa le perdite tendono mediamente a equivalersi con una leggero vantaggio per l’attacco (53% perdite dif. contro 47% att.) mentre facendo lo stesso numero di lanci con 3 dadi in dif. le perdite per l’attacco arrivano a essere quasi 2 volte quelle della difesa (att. 63% perdite contro 36% difesa). Considerando che la difesa è gia ampiamente favorita nei lanci con 2 dadi contro 2 e 1 contro 1 (a causa della regola che sancisce la vittoria della difesa in caso di parità) ecco che il dado in meno alla difesa bilancierebbe (numeri alla mano) una situazione già favorevole alla difesa.
Nel libro è scritto che il super-vantaggio della difesa a causa del terzo dado porterebbe ad altre spiacevoli conseguenze come l’allungamento delle partite, un esasperato tatticismo e un ricorso a un difensivismo estremo augurandosi che si scontrino gli altri giocatori in modo da approfittarne in seguito o farsi attaccare piuttosto che attaccare. E se proprio si vuol giocare con 3 dadi in difesa gli autori si augurerebbero che in caso di parità tra due dadi, il tiro di dado fosse ripetuto, sempre in nome di un principio di equità, proprio come si faceva nell’antenato del Risiko (la Conquista del Mondo) inventato da Albert Lamorisse 50 anni fa.
Ho letto da altri parti le tesi dei sostenitori del gioco italiano. Il netto vantaggio della difesa darebbe una connotazione più realistica al gioco. È chiaro che in ogni guerra gli eserciti che sono attaccati godono di vantaggi oggettivi (logistica, conoscenza del territorio, clima) per cui vale il principio che invadere e controllare un territorio è sempre difficile per definizione e proprio l’estrema difficoltà della conquista renderebbe ogni giocatore più responsabile e più acuto nell’utilizzo delle armate e nella scelta degli attacchi. In sintesi: visto che si ha poche occasioni per attaccare e vincere, quando si fa bisogna farlo bene!
Io sarei per la tesi a difesa del gioco italiano anche se la dimostrazione della potenza del terzo dado difensivo mi fa molto pensare…e voi cosa ne pensate?




recluta
Generale CSM




Tenente
comunque credo che il Prof. Fasce sia l'autore del post iniziale high
Cap.le Magg.
Generale
