My Little One - Jimi Hendrix & Brian Jones
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Ieri sera ho scoperto casualmente una chicca, una rarità, una perla di straordinaria bellezza.
Un brano, di nome My Little One, registrato nell’ottobre 1968, da Jimi Hendrix insieme a Brian Jones, che era appena stato cacciato dai Rolling Stones, e che di lì a qualche mese sarebbe stato ritrovato morto nella piscina della sua villa in circostanze mai del tutto chiarite. I due, si frequentavano, e Brian Jones aveva già presentato il gruppo di Hendrix al celebre Festival di Monterey (1968), ma non avevo mai ascoltato niente che i due avessero suonato assieme, anzi ne ignoravo l’esistenza.
Scoprire un brano di così straordinaria potenza e visionarietà, di così astratta e al contempo viscerale bellezza mi ha sconvolto, pensando a cosa i due avrebbero potuto fare assieme se la loro dissennata condotta di vita non li avesse portato in così breve tempo all’autodistruzione.
L’impasto timbrico fra il sitar di Brian Jones e la chitarra di Jimi Hendrix è straordinario e la sezione ritmica (il basso di Dave Mason e la batteria di Mitch Mitchell) è semplicemente superba. Una creatura a quattro teste che si muove in perfetta sincronia.
Ho fatto fatica ad addormentarmi ieri notte, dopo avere ascoltato parecchie volte il brano.
È da una paio di settimane che ho ripreso ad ascoltare Jimi Hendrix e i primi Rolling Stones, quelli del periodo iniziale, fino al 1968, quando c’era ancora Brian Jones, il geniale quanto sregolato e sfortunato fondatore del gruppo.
Brian Jones fu uno dei primi, con la sua tragica e misteriosa morte, a entrare a far parte del cosiddetto Club of 27, una sorta di club maledetto a cui ci si riferisce per indicare i musicisti morti all’età di 27 anni. Tra di essi i più famosi ed importanti: Brian Jones (Rolling Stones), Jimi Hendrix, Janis Joplin, Jim Morrison (The Doors), Kurt Cobain (Nirvana).
Mi capita spesso di tornare ad ascoltare la musica di quel periodo, quando ho bisogno di ricaricarmi di energia, di bloccare temporaneamente la parte logica e razionale di me e fare affluire liberamente la parte oscura, in ombra, vitale, selvatica.
Ecco la formazione del brano:
Brian Jones - Sitar and percussions
Jimi Hendrix - Guitar
Dave Mason - Bass and sitar
Mitch Mitchell – Drums
Ad ascoltarla adesso, a distanza di quarant’anni, quella musica mantiene ancora intatta tutta la sua straordinaria carica visionaria, il suo potenziale fortemente dirompente e rivoluzionario, la sua grande forza selvaggia e ritmica, quasi primordiale, e non ci si stupisce mai abbastanza di scoprire quanto avanti si erano spinti con la sperimentazione alcuni alfieri del periodo.
Se penso che a cavallo fra il 1967 e il 1968 sono usciti, solo per citare i primi che mi vengono in mente, album come Are You Experienced? e Electric Ladyland di Jimi Hendrix, The Doors dei Doors, The Piper at the Gates of Dawn e A Saucerful of Secrets dei Pink Floyd, Aftermath e Beggars Banquet dei Rolling Stones, mi vengono i brividi a fare il confronto con il vuoto degli anni attuali.




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